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"Gervasa che non voleva mai andare a casa" - 23 giugno 2008

C'era una volta una donna che aveva un figlio e una capra. Il ragazzo si chiamava Espen, e la capra Gervasa. Ma i due, veramente, non erano amici, non andavano d'accordo, perché la capra era capricciosa e caparbia come tutte le capre, e la sera non voleva mai andare a casa all'ora di cena. Un giorno, Espen andò a prenderla, ma dopo aver camminato un po' vide Gervasa in alto in alto, sulla cresta di un monte.v - Sul monte non puoi più stare, a casa devi tornare, mia cara Gervasa, a casa per cenare, ho fame e voglio mangiare, - le disse.
- No, - rispose Gervasa, - non prima di aver brucato quel cespo d'erba e poi quello, e poi quello, e poi ancora quello!
- E io lo dico a mia madre, - minacciò il ragazzo.
- Fa' pure quello che ti piace, intanto mangio in santa pace, - rispose Gervasa.

Allora Espen lo disse alla madre.

- E tu va' dalla volpe e pregala di mordere Gervasa, - gli rispose la madre.

E il ragazzo alla volpe:
- Cara volpe mia! Mordimi un po' Gervasa: non vuole tornare a casa; a casa per cenare, io ho fame e voglio mangiare!
- No, - rispose la volpe, - io non mi sciupo la bocca con setole di maiale e peli di capra. E allora il ragazzo lo disse alla madre.
- E tu va' dal lupo, - gli consigliò la madre.

E il ragazzo al lupo: - Mio caro lupo! Lupo mio bello, azzanna la volpe: la volpe non vuole mordere Gervasa, Gervasa non vuol tornare a casa, a casa per cenare, io ho fame e voglio mangiare!
- No, non voglio, - rispose il lupo, - non mi rovinerò le zanne e i denti sul corpo stecchito di una volpe.

E allora il ragazzo lo disse alla madre.

- E tu va' dall'orso e pregalo di prendere a zampate il lupo, - gli consigliò quella.

E il ragazzo all'orso: - Mio caro orso! Orso mio bello, piglia a zampate il lupo: il lupo non vuole azzannare la volpe, la volpe non vuole mordere Gervasa, Gervasa non vuole tornare a casa, a casa per cenare, io ho fame e voglio mangiare!
- No, non voglio, - rispose l'orso, - non ho intenzione di consumarmi le zampe per quello, io!

E allora il ragazzo lo disse alla madre.

- E tu va' dal finlandese, - gli consigliò quella, - e pregalo di tirare una fucilata all'orso.

E il ragazzo al finlandese: - Caro finlandese! Finlandese mio bello, tira una fucilata all'orso: l'orso non vuole prendere a zampate il lupo, il lupo non vuole azzannare la volpe, la volpe non vuole mordere Gervasa, Gervasa non vuole tornare a casa, a casa per cenare, io ho fame e voglio mangiare!

- No, non voglio, - rispose il finlandese, - non ho intenzione di sprecare le mie palle per quello, io! E allora il ragazzo lo disse alla madre.
- E tu va' dall'abete, - gli consigliò quella, - e pregalo di schiacciare il finlandese.

E il ragazzo all'abete: - Caro mio abete! Abete mio bello, schiaccia il finlandese: il finlandese non vuole tirare una fucilata all'orso, l'orso non vuole prendere a zampate il lupo, il lupo non vuole azzannare la volpe, la volpe non vuole mordere Gervasa, Gervasa non vuole tornare a casa, a casa per cenare, io ho fame e voglio mangiare!

- No, non voglio, - rispose l'abete, - non ho intenzione di spezzare i miei rami per lui.
E allora il ragazzo lo disse alla madre.
- E tu va' dal fuoco, - disse quella, - e pregalo di bruciare l'abete.
- E il ragazzo al fuoco: - Caro fuoco! Fuoco mio bello, brucia l'abete: l'abete non vuole schiacciare il finlandese, il finlandese non vuole tirare una fucilata all'orso, l'orso non vuole prendere a zampate il lupo, il lupo non vuole azzannare la volpe, la volpe non vuole mordere Gervasa, Gervasa non vuole tornare a casa, a casa per cenare, io ho fame e voglio mangiare!
- No, non voglio, - disse il fuoco, - non ho intenzione di consumarmi per quello, io.

E allora il ragazzo lo disse alla madre.

- E tu va' dall'acqua, - gli consigliò quella, - e pregala di spegnere il fuoco.
E il ragazzo all'acqua: - Cara acqua! Acqua mia bella, spegni il fuoco: il fuoco non vuole bruciare l'abete, l'abete non vuole schiacciare il finlandese, il finlandese non vuole tirare una fucilata all'orso, l'orso non vuole prendere a zampate il lupo, il lupo non vuole azzannare la volpe, la volpe non vuole mordere Gervasa, Gervasa non vuole tornare a casa, a casa per cenare, io ho fame e voglio mangiare!
- No, non voglio, - rispose l'acqua. - Non ho intenzione di buttarmi via per quello, io.

E allora il ragazzo lo disse alla madre.
- E tu va' dal bue, - gli consigliò quella, - e pregalo di bere l'acqua.
E il ragazzo al bue: - Caro bue! Bue mio bello, bevi l'acqua: l'acqua non vuole spegnere il fuoco, il fuoco non vuole bruciare l'abete, l'abete non vuole schiacciare il finlandese, il finlandese non vuole tirare una fucilata all'orso, l'orso non vuole prendere a zampate il lupo, il lupo non vuole azzannare la volpe, la volpe non vuole mordere Gervasa, Gervasa non vuole tornare a casa, a casa per cenare, io ho fame e voglio mangiare!

- No, non voglio, - rispose il bue. - Non ho intenzione di scoppiare per quella, io.

E allora il ragazzo lo disse alla madre.

- E tu va' dal giogo e pregalo di strozzare il bue.
E il ragazzo al giogo: - Caro il mio giogo! Giogo mio bello, strozza il bue: il bue non vuole bere l'acqua, l'acqua non vuole spegnere il fuoco, il fuoco non vuole bruciare l'abete, l'abete non vuole schiacciare il finlandese, il finlandese non vuole tirare una fucilata all'orso, l'orso non vuole prendere a zampate il lupo, il lupo non vuole azzannare la volpe, la volpe non vuole mordere Gervasa, Gervasa non vuole tornare a casa, a casa per cenare, io ho fame e voglio mangiare! - No, non voglio, - rispose il giogo, - non ho intenzione di spezzarmi per lui.

E allora il ragazzo lo disse alla madre.
- E tu va' dalla scure, e pregala di spaccare il giogo, - gli disse quella.
E il ragazzo alla scure: - Cara scure! Scure mia bella, spacca in due il giogo: il giogo non vuole strozzare il bue, il bue non vuole bere l'acqua, l'acqua non vuole spegnere il fuoco, il fuoco non vuole bruciare l'abete, l'abete non vuole schiacciare il finlandese, il finlandese non vuole tirare una fucilata all'orso, l'orso non vuole prendere a zampate il lupo, il lupo non vuole azzannare la volpe, la volpe non vuole mordere Gervasa, Gervasa non vuole tornare a casa, a casa per cenare, io ho fame e voglio mangiare!

- No, non voglio, - disse l'ascia, - non ho intenzione di rovinare la mia lama per quello.
E allora il ragazzo lo disse alla madre.

- E tu va' dal fabbro, gli consigliò quella, - e pregalo di fondere la scure.

E il ragazzo al fabbro: - Caro mio fabbro! Fabbro mio bello, fondi la scure: la scure non vuole spaccare in due il giogo, il giogo non vuole strozzare il bue, il bue non vuole bere l'acqua, l'acqua non vuole spegnere il fuoco, il fuoco non vuole bruciare l'abete, l'abete non vuole schiacciare il finlandese, il finlandese non vuole tirare una fucilata all'orso, l'orso non vuole prendere a zampate il lupo, il lupo non vuole azzannare la volpe, la volpe non vuole mordere Gervasa, Gervasa non vuole tornare a casa, a casa per cenare, io ho fame e voglio mangiare!
- No, non voglio, - disse il fabbro, - non ho intenzione di accendere il mio carbone e consumare il mio martello per quella.
E allora il ragazzo lo disse alla madre.
- E tu va' dalla corda, - gli consigliò quella, - e pregala di impiccare il fabbro.
E il ragazzo alla corda: - Mia cara corda! Corda mia bella, impicca il fabbro: il fabbro non vuole fondere l'ascia, l'ascia non vuole spezzare in due il giogo, il giogo non vuole strozzare il bue, il bue non vuole bere l'acqua, l'acqua non vuole spegnere il fuoco, il fuoco non vuole bruciare l'abete, l'abete non vuole schiacciare il finlandese, il finlandese non vuole tirare una fucilata all'orso, l'orso non vuole prendere a zampate il lupo, il lupo non vuole azzannare la volpe, la volpe non vuole mordere Gervasa, Gervasa non vuole tornare a casa, a casa per cenare, io ho fame e voglio mangiare!

- No, non voglio, - rispose la corda, - non ho intenzione di sciuparmi per lui, io.
E allora il ragazzo lo disse alla madre.
- E tu va' dal topo, - gli consigliò quella, - e pregalo di rosicchiare la corda!
E il ragazzo al topo: - Caro mio topo! Topo mio bello, rosicchia la corda: la corda non vuole impiccare il fabbro, il fabbro non vuole fondere l'ascia, l'ascia non vuole spaccare in due il giogo, il giogo non vuole strozzare il bue, il bue non vuole bere l'acqua, l'acqua non vuole spegnere il fuoco, il fuoco non vuole bruciare l'abete, l'abete non vuole schiacciare il finlandese, il finlandese non vuole tirare una fucilata all'orso, l'orso non vuole prendere a zampate il lupo, il lupo non vuole azzannare la volpe, la volpe non vuole mordere Gervasa, Gervasa non vuole tornare a casa, a casa per cenare, io ho fame e voglio mangiare!

- No, non voglio, - rispose il topo, - non ho intenzione di rovinarmi i denti per lei, io.

E allora il ragazzo lo disse alla madre.

- E tu va' dalla gatta, - gli consigliò quella, - e pregala di addentare il topo.

E il ragazzo alla gatta: - Gatta, gatta mia bella, addenta il topo: il topo non vuole rosicchiare la corda, la corda non vuole impiccare il fabbro, il fabbro non vuole fondere l'ascia, l'ascia non vuole spaccare in due il giogo, il giogo non vuole strozzare il bue, il bue non vuole bere l'acqua, l'acqua non vuole spegnere il fuoco, il fuoco non vuole bruciare l'abete, l'abete non vuole schiacciare il finlandese, il finlandese non vuole tirare una fucilata all'orso, l'orso non vuole prendere a zampate il lupo, il lupo non vuole azzannare la volpe, la volpe non vuole mordere Gervasa, Gervasa non vuole tornare a casa, a casa per cenare, io ho fame e voglio mangiare!

- Sì, ma tu dammi un po' di latte per i miei gattini allora, - rispose la gatta.
Sì, il latte poteva averlo.
Allora la gatta addentò il topo, il topo rosicchiò la corda, la corda impiccò il fabbro, il fabbro fuse l'ascia, l'ascia spaccò in due il giogo, il giogo strozzò il bue, il bue bevve l'acqua, l'acqua spense il fuoco, il fuoco bruciò l'abete, l'abete abbatté il finlandese, il finlandese tirò una fucilata all'orso, l'orso prese a zampate il lupo, il lupo sbranò la volpe, la volpe morse Gervasa e Gervasa prese la rincorsa, si precipitò a casa verso il fienile, urtò le stanghe e si ruppe tutte e due le gambe.

- Bee, bee, bee, - fece la capra, stesa per terra, e se non è morta, zoppica ancora su tre gambe. Ma Espen dichiarò che le stava bene, perché non aveva voluto andare a casa per l'ora di cena.


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Indice

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