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26 novembre  Free è stata rimossa
23 novembre  Free - brano inedito!
17 agosto  Another year goes by...
17 agosto  BUON COMPLEANNO LENE!
29 maggio  Lene Marlin - una donna nel tempo
02 settembre  "I can tell about the times you know when I wished to leave this world"
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Primo Piano

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sulla sua pagina FACEBOOK e SPOTIFY

Gli album di Lene: Playing My Game, Another Day,
Lost In A Moment, Twist The Truth

Le esibizioni di Lene a Hver Gang Vi Møtes (TV2)

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Editoriale n° 138 (19 agosto 2015)

15 anni con Lene.it

Gira il mondo gira nello spazio senza fine, seguendo la propria orbita attorno al Sole, per tornare ogni anno allo stesso punto, allo stesso giorno, solo con un anno di più. Così fa anche il nostro piccolo mondo, che ruota intorno alla nostra Stella, quella del Nord, da esattamente 15 anni. Se è vero che un viaggio non si giudica dalla durata, dalla lunghezza, dal punto di partenza né da quello di arrivo, quanto piuttosto da cosa c'è stato in mezzo, in mezzo c'è stato tanto, forse tutto: persone, passione, esperienze ed emozioni di ogni tipo, amicizie, incontri, amori, viaggi, ma come vuole la vita qualche volta anche scontri, delusioni, abbandoni e illusioni.
Lene.it è da 15 anni un microcosmo di gente vera che ha reso vivo qualcosa di bello, nato per amore della musica di una "ragazzina" che dolcemente ha riempito i nostri cuori di ciò di cui avevano bisogno. Questi anni sono passati per tutti, anche troppo velocemente. Lene non è più quella ragazzina e, nel bene o nel male, non lo siamo neppure noi, alle prese con le nostre vite adulte che in maniera naturale hanno preso il posto di quelle che conducevamo per lo più da studenti e sognatori; che forse ci hanno rubato il tempo, ma non la passione. Così questo luogo, che in passato brulicava come un condominio di città, può avere ora le sembianze di un casale di campagna abbandonato, sempre pronto ad accogliere chi voglia tornare a respirare l'aria e le belle sensazioni di una volta soffiando via un po' di polvere qui e lì. È l'andamento naturale delle cose in questo mondo internettiano proiettato a un futuro sempre più divorato dai social network, frenetico e vorticoso. Qualunque sia quello che ci attende, niente potrà mai cancellare la bellezza di quello che sin qui è stato un viaggio che non cambieremmo per niente al mondo. I pensieri e i ricordi si affollano nella mente e sono così tanti che è difficile afferrarne uno prima che un altro abbia preso subito il suo posto. Per molti di noi è una carrellata di volti e nomi che sono più di un semplice elenco di iscritti. Hanno quel sapore di meraviglioso, grande e unico che non ci scorderemo mai. Tutto questo grazie a Lene naturalmente, ma forse, soprattutto, grazie a tutti Noi che, a lungo o per breve tempo, siamo stati il cuore pulsante di questo fanclub.

Buon compleanno Lene.it
 
26 Novembre 2016 - 13:16  
Free è stata rimossa
Come già successo in passato con Visualize, a poche ore dalla scoperta, Free non è più accessibile su SoundCloud.
Siamo dispiaciuti per tutti quei fan che, leggendo la notizia precedente, non saranno in grado di ascoltarla.
Una piccola spiegazione è d'obbligo: avevamo contattato il co-autore Jesper Mattsson per chiedere alcune informazioni. Purtroppo ciò gli avrebbe fatto notare di aver reso pubblica la canzone, che a suo tempo avrebbe dovuto impostare come privata, al pari di altre composte con Lene nella speranza di trovar loro una destinazione. Il brano, come immaginato, non era dunque da intendersi nella discografia di Lene, oltretutto ignara dell'avvenuta pubblicazione. Pertanto Mattsson ha ritenuto giusto rimuoverla e nell'assumersi in prima persona la responsabilità dell'errore e nel dimostrarsene anche dispiaciuto, ci ha chiesto di essere comprensivi della scelta che non possiamo che accettare e rispettare. Si è però anche detto contento del nostro interesse, che lo spinge a promuovere la canzone con maggior convinzione e chissà che un giorno non avremo modo di risentirla altrove anche per merito nostro.
Ringraziamo cordialmente Jesper Mattsson per la disponibilità, gentilezza e onestà intellettuale.

 
23 Novembre 2016 - 17:30  
Free - brano inedito!


Le costanti ricerche su internet da parte della comunità hanno dato spesso frutti graditi. Tra questi probabilmente non c'è risultato più soddisfacente e sperato che scovare un brano sconosciuto. Ci è riuscito ieri il nostro Pegasus rintracciandone uno su SoundCloud. Si tratta di Free. Pubblicato già il 20 Maggio del 2015 (pochi giorni prima del debutto di Lene come oratrice nella manifestazione Kvinner i tiden) nella pagina del co-autore Jesper Mattson, questo è il quarto inedito cantato da Lene, dopo What have i done, S'pose e Visualize, che ci arriva dal popolare social network musicale e nasce da una collaborazione. Il sesto se consideriamo anche i due brani co-scritti con Neeve e cantati da quest'ultima. Free nasce appunto dalla mano di Lene e di Mattsson, scrittore, compositore e produttore danese trapiantato a Londra, che ha lavorato con artisti e produttori di fama internazionale tra cui la stessa Lene. È stato infatti il suo bassista per la registrazione dell'album Another day.

 
17 Agosto 2016 - 15:59  
Another year goes by...
Cara Lene,
è un anno esatto che non pubblicavamo aggiornamenti e come lo scorso anno, a giudicare dalla nostra homepage, pare che non sia successo niente. Stavolta in effetti è così, perlomeno sul fronte pubblico e mediatico. Non abbiamo sentito parlare di te, ma ormai ti conosciamo abbastanza da immaginare che anche lontano dai riflettori tu abbia trovato modo di portare avanti i tuoi progetti (o anche semplicemente vivere la tua vita). Del resto, il nostro affetto non si è mai basato su quanti dischi hai pubblicato, quanto apparissi sui media o cosa facessi nella tua vita privata: per questo siamo ancora e sempre qua. Anche nel silenzio i legami forti non si rompono, e siamo convinti che nel tuo nuovo silenzio ci siano e ci saranno molte soddisfazioni personali. Se anche sarà un altro anno senza notizie, ti auguriamo un anno ricco di amore e del meglio che la vita abbia da offrire.
Buon compleanno Lene!

 
17 Agosto 2015 - 15:01  
BUON COMPLEANNO LENE!
Cara Lene,
a vedere la nostra homepage può sembrare che in quest'ultimo anno non sia successo niente. Invece sono successe tante cose, forse tra le più importanti della tua vita. Ci hai detto e insegnato molto, cose che vanno al di là della musica, che è importante, è il motivo per cui senza dubbio tutto questo è nato e (ancora) esiste, ma che importanza ha di fronte alla felicità? Per questo ti vogliamo augurare un compleanno felice, che sia la porta d'ingresso di un altro anno ricco di emozioni e soddisfazioni personali.
Desideriamo sempre il meglio per te, che qualunque cosa tu faccia ti faccia star bene e ti renda orgogliosa di te stessa perfino più di quanto noi lo siamo di te.
Anche se è tanto che non ti vediamo in Italia e ci manchi, ti seguiamo e sosteniamo sempre.

Buon compleanno Lene!

 
29 Maggio 2015 - 13:23  
Lene Marlin - una donna nel tempo
Oggi, 29 Maggio, è un giorno davvero particolare per Lene Marlin e anche per i suoi fan. Lene parteciperà in veste di oratrice a tre conferenze intitolate "Kvinner i tiden" (donne nel tempo): note donne (e uomini) norvegesi esporranno discorsi motivazionali per condividere le proprie esperienze su argomenti quali la realizzazione professionale e la cooperazione. Gli eventi si terranno a Oslo il 29 Maggio, a Tromsø il 5 Giugno e a Bergen il 12 Luglio.

Il discorso di Lene sarà grossomodo il medesimo nelle tre date, durerà dai 45 ai 60 minuti e si concentrerà sulla sua storia e su ciò che ha seguito la pubblicazione dell'articolo dell'Aftenposten, avvenuta lo scorso Settembre, nel quale Lene confessava di aver tentato di togliersi la vita nei primi anni di carriera dopo il successo internazionale:

Lene Marlin - Vivere la vita che si desidera
- Dall'esterno tutto sembrava perfetto
- Perdersi nelle aspettative altrui
- Perdere la voglia di vivere - e ritorno
- Essere consapevoli delle scelte giuste per trovare la felicità

Dopo aver reso pubblica la propria storia Lene era stata lodata per il suo coraggio e la sua apertura praticamente da tutti, dalla gente comune agli esperti del settore e politici. La forza della sua storia era stata così toccante da farle ricevere diversi riconoscimenti nelle settimane seguenti. Lo scorso Ottobre è stata insignita del Åpenhetsprisen 2014, per l'apertura su problemi di salute di natura psicologica. A Novembre ha ricevuto il premio "Role model of the year" dal periodico Se og Hør e a Dicembre è stata riconosciuta nuovamente "Role model of the year" dalla rivista KK. Infine lo scorso Marzo ha ricevuto il premio Fredrikke, riconoscimento onorario dell'associazione per la salute pubblica delle donne norvegesi.

Un così ampio apprezzamento è nei fatti un riconoscimento dell'importanza della testimonianza di Lene Marlin: aprendosi tanto riguardo al suicidio, non solo gli ha portato attenzione, ma ha portato speranza alle persone che lottano, incoraggiandole a cercare aiuto e a non arrendersi. Una così intensa risposta significa inoltre che alla fine tutte le lacrime, il dolore, la sofferenza di quei tempi bui non sono stati vani, che tutto il male che si possa provare può trasformarsi in qualcosa di positivo, in nuove possibilità per sé stessi e per gli altri. Questo è ciò che ha fatto Lene Marlin negli ultimi mesi ed è il motivo per cui merita la nostra massima ammirazione: sebbene ne parliamo dal punto di vista dei fan della comunità di Lene.it e sebbene abbiamo sempre evitato di commentare fatti non strettamente attinenti all'aspetto musicale, questa volta vogliamo elogiare non solo la Lene musicista, ma anche la Donna coraggiosa e generosa che con le sue parole e la sua storia sta aiutando altre persone a migliorare la propria esistenza.

E così, dopo molte interviste, telefonate, messaggi su Facebook e riconoscimenti, Lene sta per affrontare il pubblico in un intenso evento senza precedenti: al "Kvinner i tiden" Lene tornerà su un palco per donare agli spettatori una parte di sé, anche se questa volta non attraverso le canzoni ma con parole altrettanto sincere e potenti, quella parte di sé ricca anche di consigli e speranza per coloro che lottano. Ricordare momenti difficili è doloroso, ma crediamo che le vibrazioni positive che Lene riceverà in cambio la ripagheranno ampiamente dei momenti duri.

Complimenti Lene, siamo orgogliosi di te!

 
02 Settembre 2014 - 20:44  
"I can tell about the times you know when I wished to leave this world"
L'11 Agosto il mondo è stato sconvolto dalla notizia che l'attore Robin Williams si è suicidato nella propria casa. Sarà ricordato come uno dei più bravi e amati di Hollywood, ma ciò non è bastato a salvarlo dal male di vivere, da quel buco nero che troppo spesso risucchia le vite dall'interno. Robin Williams non è stato il primo (ci si può augurare solo utopicamente che sia stato l'ultimo) tra le celebrità a dimostrarci, se ce ne fosse bisogno, che fama e ricchezza non danno la felicità, anzi. La realtà è che troppe volte la vita che viviamo di fuori non corrisponde a quella che viviamo dentro, dove siamo soli con noi stessi, con i nostri dubbi, le nostre ansie, le nostre speranze spesso deluse, la nostra sensibilità e le nostre paure, dove le maschere non servono perché non possiamo sfuggire a ciò che siamo e sentiamo realmente.

Lo sa Lene, non solo perché argomenti delle sue canzoni. A sorpresa, in un articolo di un'apertura impensabile pubblicato sull'Aftenposten Lunedì 1 Settembre e poi riportato sul proprio profilo Facebook, ha tolto definitivamente i veli dalla sua esperienza più brutta vissuta in quei quattro anni di improvviso e totale silenzio dopo il suo primo album Playing My Game. Lene non voleva più vivere. Lene ha davvero tentato di farla finita.

Se oggi lo racconta (per fortuna sua e nostra lo può fare) è perché quei momenti, pur con gli strascichi e le cicatrici lasciate nell'anima, sono superati e spera che il suo racconto possa essere di aiuto ad altri.

Da fan, non possiamo che ritrovarci ora con un sacco di pensieri in testa: Lene si è aperta più volte in passato riguardo agli anni difficili seguenti il suo successo internazionale, e ognuno di noi avrà elaborato le proprie considerazioni al riguardo. Ma è uno sconvolgente controsenso immaginare che mentre la sua musica era un conforto (e spesso anche di più) per noi, tutto ciò che vi ruotava intorno era diventato per lei un peso talmente insostenibile da preferirgli la morte. Pensare che in fondo la causa eravamo in parte anche "noi" che le abbiamo regalato il successo, la voglia che c'era a quel tempo di vederla, ciò che la "costringeva" (in conseguenza evidentemente anche degli interessi economici di chi aveva da guadagnarci) a quella vita a cui, come dice lei stessa nell'articolo, non riusciva a porre freno pur sapendo che avrebbe dovuto.

Non spaventano le parole di Lene, oggi cariche di speranza e positività, ma leggendole colpisce come un pugno allo stomaco pensare quello che ha affrontato. Da veri sostenitori quali siamo l'ultima cosa che possiamo volere è il male di chi amiamo (che è prima di tutto una persona esattamente come noi) da sempre in maniera paziente e rispettosa. Se tante volte le siamo stati grati per ciò che è, oggi non potremmo esserlo di più, per l'esempio che questa piccola donna, fragile e forte allo stesso tempo ci sta dando col suo racconto, sperando anche noi che il suo messaggio, che riportamo qui tradotto in italiano, possa in qualche modo aiutare chi ne ha bisogno.

Miei cari!
Ci ho pensato a lungo. E alla fine l'ho fatto, la storia è adesso pubblica. Spero che possa essere di aiuto a voi o a qualcuno che amate! Può fare molta paura rendersi vulnerabili, togliere le proprie maschere. Ma in tutta sincerità, alla fine ci si sente bene, più di quanto ci si possa sentire spaventati!
Ho avuto dei momenti davvero bui nella mia vita. Ma per fortuna ho fatto dei cambiamenti. E ne sono tanto felice!

So che alcuni non parlano Norvegese, perciò l'articolo è stato tradotto affinché anche voi possiate leggerlo. La traduzione è qui sotto.

:) Lene


Non volevo più vivere

Da fuori tutto sembrava perfetto. E questo peggiorava solo le cose, scrive Lene Marlin.

Avevo deciso che non ne avrei mai parlato pubblicamente. Non perché me ne vergogni, no: non me ne vergogno. Ma perché volevo soltanto chiudere per sempre con questo peso. Ma con il passare degli anni ho capito che non mi abbandonerà mai completamente. E' parte di quello che sono. Ci convivo ogni giorno, e lo porterò con me per il resto della vita. E così tanto vale che lo dica, apertamente:
Ho tentato di togliermi la vita.
Non riuscivo a sostenere la pressione.


E' strano, no? come puoi passare dal vivere la vita per te stessa al realizzare d'improvviso che stai vivendo per qualcun altro; per le sue aspettative e i suoi sogni. Come è facile perdersi nelle pretese altrui. Come è facile iniziare a vivere la vita di altre persone. Ora lo vedo di continuo, ragazzi che lottano. Perfino persone più adulte; immagino ancora di sentire la pressione dopo tutti questi anni. Quindi, quale speranza ci resta?

Una pressione diversa
Vorrei potervi dire che la pressione allenta la presa man mano che cresci. L'unica cosa che posso dire è che cambia. Avete solo più scelte. Io decisi che l'unica che potesse rendermi felice ero io. Questo processo ha comportato scelte che sembravano davvero strane a chi mi era vicino, ma non ho rimpianti. Perché già mentre vivevo questa frenetica vita da sogno sapevo che dovevo fermarla.

Ho lasciato che mi sfuggisse di mano.
Perché a quel tempo mi mancava sia la forza che la capacità di ascoltare me stessa piuttosto che gli altri, ci sono voluti anni per guarire completamente. Questo è il mio unico rammarico. Tuttavia mi ha permesso di vivere la mia vita in maniera diversa. Nel bene e nel male, ho scoperto da giovane come non volevo vivere la mia vita, ed è qualcosa per cui sono grata. Altri impiegano più tempo a capirlo e rischiano di non aver mai vissuto la vita che avrebbero voluto realmente.

Tornavo a casa nei momenti liberi
Faccio ancora brutti sogni riguardo al liceo; che mi chiamano dicendomi che devo tornare, rifare tutto da capo. Mi sentivo come se non fosse il mio posto. Come se fossi strana e diversa dagli altri. Ogni volta che avevamo del tempo libero, anche a metà giornata, tornavo a casa: suonavo la chitarra finché potevo e tornavo indietro di corsa quando era l'ora. E' stato allora che ho trovato la forza di cui avevo bisogno. Ho continuato a pensare che se avessi superato quei tre anni tutto sarebbe andato per il meglio. E così è stato. A volte devi solo tenere duro ancora un po'.

Una volta, passati i vent'anni, mi sono ritrovata distesa sul pavimento freddo della cucina, indebolita dal pianto. Non ho idea di quante ore fossi andata avanti, ma scoprii che si possono davvero esaurire le lacrime. Che il tuo corpo può sopportare solo fino a un certo punto. Ero completamente devastata; ma mi riappacificai con la consapevolezza che quella doveva essere la mia ultima notte. Mi sentii sorprendentemente fredda e distaccata mentre scrivevo messaggi alle persone a me care. Volevo davvero farla finita quella notte. Quando ho chiuso gli occhi mi sono sentita in pace. Mi sono risvegliata diverse ore dopo, confusa e con dei dolori terribili. Ironia della sorte, non avevo neanche la forza di riprovarci; ero troppo debole perfino per morire.

L'importanza di trovare ascolto
Non trovare ascolto fa male. Può volerci tanto tempo per trovare le parole giuste, ma quando ce la fai è importante che chi ti sta vicino ti ascolti davvero e ti prenda sul serio. Se questo non accade è facilissimo rinchiudersi di nuovo nel proprio guscio, nella convinzione di dover convivere da solo con i tuoi pensieri pesanti come macigni. Questo tipo di solitudine è la peggiore.

Farla finita? Tu? Hai vissuto il più grande sogno di chiunque. Hai viaggiato per il mondo, guadagnato tanto, vinto premi, di cos'hai di che preoccuparti? Mi dicevano che ero un'ingrata. La pressione alle stelle, le aspettative, non ce la facevo più.

Un vuoto infinito, assolutamente terrificante. All'apparenza andava tutto bene. Dall'esterno tutto sembrava perfetto e ciò rendeva quel vuoto ancora più spaventoso. Niente che sembrasse ferirti, in più ti senti dire che non hai motivo per essere addolorata. C'è sempre qualcuno che sta peggio.

E sì, forse è vero. Ma ciò non significa che il tuo o il mio dolore sia meno intenso.

Il dolore che sai
Una volta finii al pronto soccorso, mi dissero che ero stata molto fortunata. Non mi sentivo fortunata. Avevo tentato di morire, e invece eccomi ancora lì. Quella notte mi sono ritrovata in fondo a una stanza buia, ascoltavo una ragazza dall'altro lato di una tendina. Spiegava perché lo aveva fatto e ricordo che parlava del ragazzo che l'aveva lasciata e di come pensava che sarebbero stati insieme per sempre e che ora non le restava una ragione per vivere. O qualcosa del genere. Scivolavo di continuo tra il sonno e la veglia e ricordo solo frammenti. Nessun ragazzo mi aveva fatta finire lì in quel letto, ma riconoscevo nella voce di quella ragazza il mio stesso dolore.

Siamo ciò che diventiamo. A volte la strada è lunga e tortuosa, specialmente nell'adolescenza, quando tutto ti ferisce ed è dura credere che finirà. Non ce la fai a crederlo!

Me ne rendo conto oggi con persone che conosco che stanno lottando. E' difficile perfino provare a far credere loro che la vita poi migliora davvero. In questi casi riporto le mie esperienze personali; posso dire loro che so cosa vuol dire sentirsi così stanchi e piccoli al punto di non vedere più alcuna speranza. Quando riescono a visualizzarlo, mentre si ritrovano faccia a faccia con ciò che sono oggi, quello è il momento in cui mi rendo conto che capiscono cosa sto dicendo.

Continuate a provarci!
Non si può cambiare il passato, ma potete cambiare il modo di conviverci. A volte ho dei flashback dal passato. Spesso riguardano cose che ho rimosso completamente, così quando mi vedo quelle immagini ci può volere tanto a realizzare. Tutto il mio corpo reagisce, come se ricordasse ciò che la mente ha cancellato. E' allora che vado in panico, mi sento in trappola e mi manca il respiro, e mi ci vuole del tempo prima di potermi convincere che è tutto passato. A quel punto il mio corpo si rilassa, ma nel mentre è una sensazione terribile.

In una lacrima c'è molto, molto più di quanto si possa immaginare. Mi avete vista piangere in TV, una cosa del tutto inaspettata, è successo quando le canzoni e le conversazioni mi hanno riportata a quei momenti. Quella fu un'esperienza dolorosa e splendida allo stesso tempo perché ciò che avvertivo di più era la sensazione che quelle cose le avevo superate e le guardavo da lontano ormai. Un pensiero impegnativo per una che non pensava di superare i 30 anni.
Non mi vergogno di quelle lacrime, so che avrei dovuto piangerle molto tempo fa.
Perciò se state leggendo queste righe e non siete in un bel periodo, se non riuscite a immaginare che la vita possa migliorare, vi prego tenete duro ancora un po' e datemi retta: ne sarà valsa la pena!



Lene sarà ospite in TV nel programma Senkveld in onda venerdì 5 settembre alle ore 22:15.




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