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19 Novembre 2005
Felice in uno scatto
Fonte : Dagbladets Magasinet
- No dai, devo cercare di stare seria. Questo andrà sui giornali. Oh cavolo...!

Lene Marlin è in piedi al centro della stanza, presso lo studio del fotografo Dag Thorenfeldt, e guarda dritta nella lente di Hasselblad. Nella mano destra tiene la prolunga dell'otturatore. Cerca per un attimo di ricomporsi, ma non ce la fa. La necessaria malinconia e la misteriosa tristezza hanno ceduto il passo.

A lato assiste alla scena Thorenfeldt, borbottando!

- Aho! Così rovini tutto, fa lei, sorridendo rassegnata.

- Hahahaha! Guarda verso di me e premi il pulsante. Fammi un sorriso, una bella risata e ci siamo. Avanti! Ha ha ha!

Thorenfeldt è famoso per i suoi ritratti, e per l'abitudine di sollevare di peso i suoi modelli. E' famoso anche per la sua risata: stridula, penetrante, isetrica. E contagiosa. Lene Marlin voleva imparare di più riguardo alla fotografia ritrattistica. Noi del Magasinet l'abbiamo presa in parola, e l'abbiamo seguita nella sua visita presso lo studio fotografico di Thorenfeldt, dove si è recata per acquisire le nozioni di base della fotografia ritrattistica, e per poter sperimentare qualcosa di nuovo: cimentarsi in degli autoscatti con un equipaggiamento professionale. Il fotografo le ha parlato dell'illuminazione, del tempo di otturazione e della profondità di campo. Esaurientemente sulla profondità di campo. Nonostante sembri tutto complicato, Thorenfeldt è colpito dalle abilità di apprendimento dimostrate da Lene

- Tutto chiaro? chiede Thorenfeldt.

Lene annuisce.


DI RECENTE Lene Marlin ha pubblicato il singolo "What If" dall'album "Lost In A Moment". Uscito quest'estate e accolto tiepidamente dalla critica, l'album ha finora venduto 35.000 copie, circa la metà di quanto fece "Another Day", e 100.000 copie in meno del suo album di debutto "Playing My Game". Sul suo sito Lene si era scagliata con veemenza contro le critiche.

- Posso non metterci molto a irritarmi per certe critiche, in generale; che non ci sia una parola riguardo al disco vero e proprio. In passato me ne sono sempre stata zitta, ma ora ho pensato che scrivere è una terapia, e allora scrivo, punto.

- Ti hanno irritato quelle critiche?

- Non ho mai ricevuto delle ottime critiche, qualsiasi cosa abbia fatto; non ho mai fatto propriamente centro. Comunque, intanto adesso esce il secondo singolo, "What If".

- Il vento potrebbe girare?

- Certo, staremo a vedere.

In questo periodo Lene è felice del successo ottenuto nel suo tour promozionale in Taiwan e Cina.

- Ho cercato, davvero, di capire perché mi hanno presa così in simpatia. Sono tra l'altro l'artista europea che ha venduto di più a Taiwan negli ultimi dieci anni. Ha un grande fascino vedere come qualcuno così lontano, di una cultura così diversa si rapporta alla mia musica.

Lene ricorda con precisione una conferenza stampa dove si aspettava di trovare due o tre fotografi. Girato l'angolo, entrò nell'edificio, e si ritrovò davanti a un muro di flash e macchine fotografiche in scatto continuo.

- Ed era così tutto il giorno. Pazzesco!

- Hai mai pensato di facilitare un po' le cose, stabilendoti in una grande città come Londra o New York?

- Alla fine sarebbe comunque solo per un breve periodo. Tornare a casa ha qualcosa di particolare. Già stare seduta su un aereo della SAS, anche se hai ancora davanti venti ore di viaggio, è un po' come essere già a casa. Mi piace avere degli spazi e della tranquillità intorno a me, e non le potrei trovare se vivessi in un luogo in cui dovunque mi girassi avrei sempre duecento persone accanto.

- Per casa intendi Oslo o Tromsø?

- Oslo è stata la mia casa per sette anni, ed è stata la protagonista di una fase molto importante della mia vita. Al momento non ho in programma di ritrasferirmi a Tromsø.

- Con il nome e il volto famoso che ti ritrovi è difficile conoscere delle persone?

- Guarda, ne parlavo con una persona proprio pochi giorni fa. Penso sia una cosa che si impara col tempo. Ho incontrato delle persone che avevano delle intenzioni sbagliate. E' evidente che ho ricevuto dei colpi bassi, quando si è trattato di persone di cui pensavo di potermi fidare. Ora mi sento molto tranquilla, e voglio credere di essere diventata alla fine un buon giudice in questo ambito, dice Lene.


SECONDO il registro delle tasse, Lene Marlin ha avuto lo scorso anno un introito di 330.000 Euro, per un patrimonio complessivo di 1.350.000 Euro.

- Sempre con 'sti soldi... Quello di cui mi accorgo sopra ogni altra cosa è che godo di una eccezionale libertà. Le preoccupazioni che avevo un tempo, da questo punto di vista non le ho più. Sono in una situazione privilegiata.

- Quindi non te ne curi più di tanto?

- Non me ne sto certo seduta coi sacchi di monete a lucidarle una per una.

- In cosa spendi il tuo denaro?

- Ho comprato una fotocamera all'aeroporto prima di imbarcarmi per Taipei. Ma non costava molto, era in offerta. Nel tax-free, dice Lene.

La fotocamera nuova di zecca che ha usato per immortalare l'intero tour in Taiwan e Cina.

- E' molto bello poter condividere queste cose con gli amici. Ho riguardato le registrazioni dalla tournée e mi sono scoperta entusiasta tanto quanto i miei amici. Davvero, vorrei averci pensato prima. Vorrei aver filmato di più e fatto più fotografie. Nelle foto è custodita tanta di quella memoria... basta guardarne una, e subito si risvegliano un'infinità di ricordi.

Lene prende il fiato.

- Ci sono tante cose che non riesco a ricordare, soprattutto dei miei primi tempi da artista. Non si riesce ad avere memoria allo stesso modo tutti i periodi della propria vita, ma sul serio... ci sono troppi momenti che sono scomparsi dai tempi del primo album. E questo non mi piace per niente. Non è normale aver perso tanti ricordi a 25 anni. Ecco perché sto facendo tante foto adesso. Voglio crearmi un diario fotografico.


LENE MARLIN AVEVA 17 anni quando raggiunse il successo. E' stata la classica storia della fama che arriva dalla sera alla mattina. E ad essa si accompagnano altri aspetti meno piacevoli. Lene si ritirò dalle scene per tre anni e mezzo. In quel periodo ha imparato molte cose riguardo a sè, e ancora di più riguardo all'importanza di tenere separate la Lene Marlin privata dalla Lene Marlin artista.

- Vuoi apparire mistica e seriosa, ok. Ma non temi il rischio di finire come Liv Ullmann, di dover passare i prossimi 40 anni a convincere la gente che in realtà possiedi sense of humor e autoironia?

- No. Ovviamente li possiedo. Però diciamo, per le foto, credo che comunque possano dare il meglio quando ritraggono un particolare stato d'animo.


ORA STA IN PIEDI in mezzo alla stanza, gli occhi fissi sulla lente di Hasselblad e la mano pronta ad azionare l'otturatore.

- Ora dovrei cercare di stare un po' seria! Mi piace di più uno stile un po' teatrale, dice Lene. Un paio di esposizioni in una luce teatrale, con una mano davanti al volto. Questa è teatralità nordica con la T maiuscola!

- Sì, mi sa che questo è più il tuo stile. Un po' sinistro e misterioso, commenta Thorenfeldt.

Tanto basta per far scoppiare Lene di nuovo in una risata. Lene allora lo stramaledice, batte i piedi per terra, e riaziona l'otturatore. Poi di nuovo. Il fotografo Thorenfeldt tace per qualche secondo, Lene riesce a mantenere la sua maschera espressiva. Alla fine la pellicola si esaurisce.

- Ora ci mancano solo due rullini. E poi dobbiamo fare la foto dove ti sollevo! grida Thorenfeldt.

- Noo...! replica Lene, indietreggiando.

- Oh sì invece! Dai fai la brava. Non ti lasci sollevare da me?

- Sono solita essere molto severa riguardo al mio lavoro in studio... attacca Lene, guardando Thorenfeldt che si fa mogio mogio come un bambino che si è preso una sgridata.

- E va bene. Basta che mi fai tenere il comando per lo scatto, ci sto.

Pochi istanti dopo, Lene riprende contatto con il pavimento. Thorenfeldt le mostra le polaroid, e Lene annuisce soddisfatta. La veloce introduzione alla fotografia ritrattistica per oggi è conclusa.

Nell'uscire dall studio, le chiedo che cosa ha imparato alla fine.

- Fare degli autoscatti è fantastico. Sviluppa un eccezionale senso di autocontrollo.

- Ma tutti quei tecnicismi, hai capito tutto sulla profondità di campo?

- No, risponde.

- Ma un po' ho fatto finta di sì.


Traduzione in italiano a cura dello staff di Lene.it

 
 


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