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Che cos’è il PUN?

28 Ottobre 2025

Il PUN, o Prezzo Unico Nazionale, è stato per anni il prezzo di riferimento dell'energia elettrica scambiata sulla Borsa Elettrica Italiana (IPEX). Dal 1° gennaio 2025, è stato sostituito dal PUN Index GME, che mantiene lo stesso ruolo ma viene calcolato come media ponderata dei prezzi zonali orari dell’energia. La modifica, sancita da un decreto del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, mira a creare un sistema più efficiente e aderente alle dinamiche locali di produzione e consumo.

 Indice

Conoscere il PUN Index GME è fondamentale perché:

  • influenza direttamente il costo dell'energia in bolletta per milioni di famiglie e imprese
  • comprendere il suo valore attuale e il suo andamento aiuta a orientarsi tra le diverse offerte dei fornitori
  • permette di avere una maggiore consapevolezza dei propri consumi

Cos’è il PUN e perché è importante

Il PUN, o Prezzo Unico Nazionale, è stato per anni il prezzo di riferimento dell'energia elettrica scambiata sulla Borsa Elettrica Italiana (IPEX). Dal 1° gennaio 2025, è stato sostituito dal PUN Index GME, che mantiene lo stesso ruolo ma viene calcolato come media ponderata dei prezzi zonali orari dell’energia. La modifica, sancita da un decreto del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, mira a creare un sistema più efficiente e aderente alle dinamiche locali di produzione e consumo.

Conoscere il PUN Index GME è fondamentale perché:

  • influenza direttamente il costo dell'energia in bolletta per milioni di famiglie e imprese
  • comprendere il suo valore attuale e il suo andamento aiuta a orientarsi tra le diverse offerte dei fornitori
  • permette di avere una maggiore consapevolezza dei propri consumi

Prezzi zonali del PUN Index GME

Il PUN Index GME non è più un valore unico per l’intera nazione ma riflette in modo più accurato e trasparente le reali condizioni di domanda e offerta nelle diverse zone geografiche del Paese. L'Italia è suddivisa in sette macroregioni, ognuna con un proprio prezzo "regionale": Nord, Centro Nord, Centro Sud, Sud, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Il meccanismo è pensato per allineare l'Italia agli standard europei, dove i modelli basati su prezzi zonali sono già ampiamente utilizzati. Per evitare impatti economici eccessivi sui consumatori finali dovuti a significative differenze di costo tra le aree, l'ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) ha introdotto un meccanismo transitorio di perequazione.

Il sistema, almeno per tutta la fase iniziale, compensa il potenziale divario tra il prezzo della singola zona e un prezzo di riferimento nazionale, calcolato in continuità con il metodo del precedente PUN.

Prezzi zonali dell’energia elettrica oggi

Il superamento del PUN unico ha portato alla definizione di prezzi specifici per le 7 macroregioni in cui è suddivisa la rete elettrica nazionale. Una suddivisione che permette di avere un costo dell'energia che tiene conto dei dati locali di produzione e consumo.

Di seguito, una tabella esemplificativa con i valori zonali registrati a marzo 2025, che evidenzia le differenze tra le aree.

 

Zona

Prezzo €/MWh (Marzo 2025)

Nord

121,24 €/MWh

Centro Nord

121,30 €/MWh

Centro Sud

119,66 €/MWh

Sud

118,52 €/MWh

Calabria

118,52 €/MWh

Sicilia

118,79 €/MWh

Sardegna

117,25 €/MWh

Fonte: Dati del Gestore dei Mercati Energetici (GME), marzo 2025.

Differenze tra zone: perché il PUN non è più unico

L'abbandono di un prezzo unico nazionale a favore di un sistema a prezzi zonali è stato introdotto per rendere il mercato energetico italiano più efficiente, equo e sostenibile. Le principali ragioni di questa trasformazione sono:

  • Riflettere le condizioni locali: un prezzo zonale rispecchia più fedelmente i costi reali di produzione e trasmissione dell'energia in una specifica area geografica, tenendo conto di fattori come la disponibilità di fonti rinnovabili, la densità della domanda e le eventuali congestioni di rete.

  • Incentivare le rinnovabili: differenziare i prezzi può stimolare gli investimenti in impianti di produzione da fonti rinnovabili nelle aree dove il costo dell'energia è più alto e la domanda è maggiore.

  • Migliorare l'efficienza della rete: il sistema a zone aiuta a gestire meglio i flussi di energia, riducendo le congestioni sulla rete di trasmissione.

  • Allineamento europeo: la maggior parte dei mercati elettrici europei adotta già un sistema a prezzi zonali; questo cambiamento favorisce una maggiore integrazione e competitività a livello continentale.

Differenza tra PUN orario, PUN e PUN Index GME

È importante distinguere tra i diversi termini:

  • PUN orario: è il prezzo dell'energia elettrica che si forma sul mercato per ogni singola ora di ogni giorno.

  • PUN (medio mensile): è il valore più comunemente citato e utilizzato nelle bollette. Corrisponde alla media aritmetica dei valori del PUN orario registrati in un intero mese.

  • PUN Index GME: è il nuovo indice di riferimento introdotto dal 1° gennaio 2025. A differenza del vecchio PUN, non è più un prezzo unico nazionale, ma una media ponderata dei prezzi zonali orari, calcolata in base ai volumi di energia scambiati in ciascuna delle 7 zone geografiche italiane.

Come viene calcolato dal mercato elettrico

Il processo di determinazione del prezzo dell'energia è un meccanismo complesso che si svolge quotidianamente.

 

Borsa Elettrica (IPEX - Mercato del Giorno Prima)

Produttori e acquirenti presentano le loro offerte di vendita e acquisto per ogni ora del giorno successivo.

Prezzo Zonale

Dall'incontro tra domanda e offerta, per ogni ora, si determina un prezzo specifico per ciascuna delle 7 zone geografiche d'Italia.

Media Ponderata

I prezzi zonali orari vengono ponderati in base ai volumi di energia acquistati in ogni zona.

PUN Index GME

Il risultato è il valore di riferimento nazionale per il costo dell'energia all'ingrosso.

 

Monitorare la media mensile del PUN è essenziale per avere un quadro più stabile del costo dell'energia. Di seguito una tabella con i dati degli ultimi mesi.

 

Mese

Prezzo €/kWh

Variazione % vs mese precedente

Agosto 2025

0,109 €/kWh

-3,54%

Luglio 2025

0,113 €/kWh

+5,61%

Giugno 2025

0,107 €/kWh

+13,83%

Maggio 2025

0,094 €/kWh

-6,00%

Aprile 2025

0,100 €/kWh

-17,36%

Fonte: Dati del Gestore dei Mercati Energetici (GME).

Andamento del PUN negli ultimi 12 mesi

Per una visione di più lungo periodo, è utile osservare l'andamento PUN nel corso dell'ultimo anno. Il grafico sottostante mostra una linea di tendenza mese per mese, evidenziando le fluttuazioni del mercato.

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PUN energia elettrica per fasce orarie (F1, F2, F3)

Il prezzo dell'energia non è costante durante la giornata, ma varia in base a fasce orarie che riflettono i diversi livelli di domanda.

Cosa sono le fasce orarie nel mercato elettrico

Il PUN luce viene suddiviso in tre fasce orarie per incentivare i consumi nei periodi di minore richiesta di energia sulla rete nazionale, quando la produzione è generalmente meno costosa. Le fasce sono così definite:

  • F1 (ore di punta): dal lunedì al venerdì, dalle 8:00 alle 19:00.

  • F2 (ore intermedie): dal lunedì al venerdì dalle 7:00 alle 8:00 e dalle 19:00 alle 23:00, e il sabato dalle 7:00 alle 23:00.

  • F3 (ore fuori punta): dal lunedì al sabato dalle 23:00 alle 7:00, e tutte le ore della domenica e dei giorni festivi.

Prezzo del PUN Index GME per fascia oraria oggi

Il prezzo dell’energia si differenzia a seconda della fascia oraria di consumo. Ecco una tabella riepilogativa con i dati più recenti disponibili per il mese di agosto 2025:

Fascia

Orari

Prezzo €/kWh (Agosto 2025)

F1

Lun - Ven, 8:00-19:00

0,105 €/kWh

F2

Lun - Ven, 7:00-8:00 e 19:00-23:00; Sab, 7:00-23:00

0,117 €/kWh

F3

Lun - Sab, 23:00-7:00; Dom e festivi

0,106 €/kWh

Fonte: dati ufficiali del Gestore dei Mercati Energetici (GME).


Andamento storico del PUN Index GME per fascia oraria

L'analisi dell'andamento storico dei prezzi per fascia oraria permette di cogliere le differenze di costo e di pianificare meglio i propri consumi.

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Come il PUN Index GME influisce sulla bolletta

Il valore del PUN Index GME è uno dei principali fattori che determinano il costo della "materia energia" in bolletta, ovvero la spesa per l'acquisto dell'elettricità. Le variazioni di questo indice si riflettono direttamente sulle tariffe, soprattutto per chi ha scelto un'offerta a prezzo variabile.

Offerte a prezzo variabile collegate al PUN

Le offerte a prezzo variabile (o indicizzato) sono tariffe in cui il costo dell'energia per il cliente finale non è fisso, ma segue l'andamento del mercato all'ingrosso. La struttura di prezzo di queste offerte è tipicamente:

Prezzo finale al cliente = PUN Index GME (media mensile) + Spread + Perdite di Rete

  • PUN Index GME: è la componente variabile che cambia ogni mese in base all'andamento del mercato.

  • Spread (o fee): è il margine di guadagno del fornitore, un piccolo costo aggiuntivo (espresso in €/kWh) che rimane fisso per tutta la durata del contratto.

  • Perdite di Rete: sono un costo, stabilito da ARERA, che copre le dispersioni di energia che avvengono naturalmente durante il trasporto sulla rete nazionale (pari al 10,2% per le utenze in bassa tensione).

Scegliere un'offerta indicizzata al PUN significa che la bolletta potrà diminuire quando il prezzo all'ingrosso scende, ma potrà anche aumentare in caso di rialzi del mercato.

 

Tariffe a prezzo fisso: alternative al PUN

Per chi desidera maggiore stabilità e prevedibilità nella spesa energetica, le tariffe a prezzo fisso rappresentano la principale alternativa alle offerte indicizzate al PUN. Con un contratto a prezzo fisso, il costo della componente energia (€/kWh) viene bloccato per un determinato periodo, solitamente 12 o 24 mesi. Ciò protegge il consumatore da eventuali aumenti improvvisi del mercato all'ingrosso. Al contrario, un'offerta a prezzo variabile segue l'andamento del mercato, con il potenziale di beneficiare di eventuali ribassi dei prezzi.

Ecco una tabella comparativa per chiarire i vantaggi e gli svantaggi delle due opzioni:

Caratteristica

Tariffa a prezzo variabile (indicizzata al PUN)

Tariffa a prezzo fisso

Vantaggi

Trasparenza: il prezzo è legato a un indice di mercato pubblico. Risparmio potenziale: si beneficia immediatamente dei cali del prezzo all'ingrosso. Competitività: solitamente i costi di commercializzazione sono più bassi.

Stabilità: il prezzo dell'energia è bloccato e non subisce variazioni. Prevedibilità: permette di pianificare con certezza il budget per l'energia. Protezione: mette al riparo dai rialzi improvvisi del mercato.

Svantaggi

Rischio: si è esposti ai rincari improvvisi del mercato. Incertezza: la spesa mensile può variare, rendendo difficile la pianificazione.

Costo potenziale maggiore: il prezzo fisso può essere leggermente più alto per includere il "rischio" del fornitore. Nessun beneficio dai ribassi: Non si approfitta di eventuali discese dei prezzi di mercato.

Ideale per...

Chi è disposto a seguire l'andamento del mercato e ad accettare un certo grado di rischio per cogliere opportunità di risparmio.

Chi preferisce la sicurezza, vuole avere un costo certo in bolletta e desidera proteggersi dalla volatilità dei prezzi.

Quanto incide il PUN sulle voci della bolletta

Il PUN (o il suo successore, il PUN Index GME) è l'elemento che determina il costo della Spesa per la materia energia, ma questa è solo una delle componenti della bolletta finale. È fondamentale capire come si ripartisce la spesa totale.

Secondo i dati più recenti di ARERA per il secondo trimestre del 2025, la bolletta tipo per un cliente vulnerabile è così composta:

  • Spesa per la materia energia: circa il 52,6% del totale. Questa è la parte direttamente influenzata dal PUN e comprende i costi di acquisto dell'energia e commercializzazione.

  • Spesa per il trasporto e la gestione del contatore: circa il 10,2% del totale. Questa voce copre i costi per trasportare l'energia sulla rete nazionale e locale fino al contatore. Le tariffe sono definite da ARERA e sono uguali per tutti i fornitori.

  • Spesa per oneri di sistema: circa il 9,8% del totale. Include i costi per sostenere attività di interesse generale per il sistema elettrico, come gli incentivi alle fonti rinnovabili e gli oneri per la messa in sicurezza del nucleare.

  • Imposte: IVA e accise, che rappresentano la restante parte del totale.

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Le offerte Lene: un'alternativa stabile al PUN

Per i consumatori che preferiscono la certezza della spesa e desiderano proteggersi dalla volatilità del mercato all'ingrosso, un fornitore come Lene propone soluzioni a prezzo fisso. Si tratta di una valida alternativa alle tariffe indicizzate al PUN, poiché le offerte bloccano il costo della componente energia per un lungo periodo, solitamente 12 mesi. Scegliere un'opzione a prezzo fisso significa garantirsi una bolletta prevedibile, al riparo da improvvisi rialzi dei mercati energetici.

 

FAQ

Ecco alcune delle domande più frequenti riguardo al  Prezzo Unico Nazionale.

Quanto incide il PUN in bolletta?

Il PUN (o PUN Index GME) determina la "Spesa per la materia energia", che rappresenta la porzione più significativa della bolletta. Secondo gli ultimi dati, questa voce costituisce circa il 52,6% del costo totale per un utente tipo.

Dove posso trovare la tabella del PUN?

La fonte ufficiale e più affidabile per consultare tutti i dati relativi all’indice PUN è il sito del Gestore dei Mercati Energetici (GME). Nella sezione "Dati di sintesi" del portale, è possibile visualizzare e scaricare i valori giornalieri, le medie mensili e le statistiche storiche del PUN.

Il PUN Index GME è uguale in tutta Italia?

No, è calcolato come media ponderata dei prezzi zonali. Ogni zona ha un proprio prezzo orario

Ciao, sono Goffredo!

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