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Le isole Lofoten - 7 maggio 2003
di Ryu


Ciao ragazzi. Rieccoci con una nuova puntata della rubrica "Viaggia in Norvegia".

Poco tempo fa mi è capitato fra le mani un numero de "I Viaggi" di Repubblica (precisamente il numero del 4 Aprile 2002) e vi era un articolo dedicato alla Norvegia e alle Lofoten, un gruppo di isole molto vicine a Tromsø. Quindi in questa puntata riporterò l' intero articolo (ad opera di Laura Lombari), precisando che non intendo infrangere alcuna legge nè tanto meno violare alcun copyright. L' articolo è pubblicato unicamente a scopo informativo e culturale.

Speciale Lofoten
C'è una zona nel Mar di Norvegia, oltre il Circolo Polare Artico, dove tutto e il contrario di tutto abitano insieme in nome del massimo rispetto reciproco, e la varietà del paesaggio si presta a una esplorazione parallela nelle contraddizioni dell' animo umano. E' l' arcipelago delle Lofoten, versione addolcita dei fiordi che frastagliano tutta la costa norvegese, luoghi dove "la natura ha sparpagliato la bellezza con una prodigalità da ubriachi", ha scritto Adriano Sofri nel ricordare un passato che le isole collegano con il presente (lì ha conosciuto la sua attuale moglie).
Le Lofoten sono così: non c'è soluzione di continuità spazio-temporale, la storia raffiora dalle acque e si riflette in esse, così come le montagne appuntite solcano in alto le nuvole per rituffarsi poi verso il basso, nelle insidie del mare. E' la storia di pescatori che vivevano, e vivono tuttora, dell' unico mestiere immaginabile da queste parti: la pesca del merluzzo che viene poi esportato in trenta paesi di tutto il mondo. Il mercato di tre regioni italiane, Veneto, Liguria e Campania, fanno dell' Italia il primo importatore in assoluto.
E' anche la storia di un capitano veneziano, Pietro Querini, che nel 1432 naufragò con il suo equipaggio al largo di Røst (l' ultimo gruppetto di isole partendo da nord), e venne calorosamente accolto dagli abitanti dell' isola. Da quel momento la storia delle isole Norvegesi si intreccia indissolubilmente con quella italiana. Oggi è la tradizione culinaria nostrana a tenere in piedi un rapporto così antico. A Sandrigo, in provincia di Vicenza, è nata nel 1987, la "Confraternita del Baccalà", un' associazione che vuole tutelare la qualità del piatto più tipico della zona. E la migliore garanzia di qualità è la provenienza dalle isole norvegesi.
In realtà. oltre alla pesca, altri mestieri sono importanti per queste isole, come la caccia e l'artigianato. La ricchezza faunistica delle Lofoten ha influenzato anche l'arte: famoso il fabbro di Sund che riproduce gli uccelli tipici delle Lofoten, i cormorani e i gabbiani.
Le Lofoten si prestano sempre a nuovi scarti della mente. Le isolette si stendono come una lunga penisola e, come acini d'uva di uno stesso grappolo, fanno venire voglia di gustarle tutte fino alla fine. Durante questo viaggio - che diventa anche un viaggio dentro se stessi - la realtà può facilmente trasfigurare in sogno, l'umano nel soprannaturale, la tranquillità nella paura, e una quiete lenitiva succedere alla tempesta, paradigma ripetuto nei racconti di Edgar Allan Poe, ma magistralmente descritto proprio in quello ambientato alle Lofoten: "Una discesa nel Maelstrom" del 1841. Qui il terrore diventa una via alla conoscenza per il pescatore che viene inghiottito con la sua imbarcazione nella micidiale corrente marina che si incanala nella zona appena sottostante l'estremità meridionale dell'arcipelago: "Cominciavo a riflettere e trovavo fosse una cosa meravigliosa morire in quel modo, e folle dare tanta importanza alla mia vita personale di fronte alla manifestazione della potenza di Dio. Credo di essere arrossito di vergogna quando questa idea mi traversò la mente. Poi fui preso da una curiosità acuta per il vertice in se stesso. Sentii un forte desiderio di esplorarne le profondità, anche a costo del sacrificio che ero in procinto di fare".
Anche Jules Verne racconta, in "Ventimila leghe sotro i mari", una storia di vendetta e di espiazione, che tocca il suo acme nel canale del Maelstrom (letteralmente, "inferno"). Storie di naufragio, vere o inventate, che sfociano in una sosta di stupore e meditazione alle Lofoten, dove l'uomo scampato al mare si ferma a contemplare la bellezza e a un tempo l'orrore della vita, dove a una discesa negli inferi fa seguito una condizione umana di pacata ma dolorosa coscienza.
Non è solo la geografia, l'aspetto morfologico e la natura del paesaggio a conferire alle isole questa caratteristica di "terra di mezzo": il clima non è ancora glaciale e consente d'inverno di praticare uno spensierato e creativo scialpinismo, mentre d'estate è il ciclismo ad avere la meglio, per la possibilità di organizzare gite fino a grazie al sole di mezzanotte, seguendo percorsi che possono essere facilmente inventati. Il giorno e la notte e i colori degli elementi vanno a confondersi soprattutto dalla parte della terraferma, a est e a nord dell'arcipelago. Cielo, terra e mare rimangono uniti tra loro ma nettamente lontani dall'uomo, che trova qui non solo un difficile purgatorio ma anche una natura intatta che occupa un ruolo così importante da poter vivere solo di sè.

Per avere maggiori informazioni sulle isole Lofoten visitate i seguenti siti:
www.lofoten-tourist.no
www.lofoten-info.no

Allora buon viaggio per le isole Lofoten!

Ciao e alla prossima.
Ryu.


Viaggia in Norvegia
Indice

Le isole Lofoten
di Ryu


Introduzione alla Norvegia II
di Ryu


Introduzione alla Norvegia I
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Presentazione 2003
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