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17 Febbraio 2013 - 04:32
Viaggio da sola
Si è appena concluso il terzo Festival di Fabio Fazio (complimenti a Marco Mengoni e a Roberto Casalino, co-autore del brano vincitore, che continua a proporre successi) mentre HGVM ci lascia ancora una settimana di attesa prima di terminare la stagione con la puntata dedicata ai duetti.
Non è un caso parlare di Sanremo. Era il 2000 quando proprio Fazio conduceva la sua seconda edizione e tra gli ospiti stranieri figurava Lene Marlin, andata a promuovere il terzo singolo di Playing my game, Where I'm headed. Fu l'ultima apparizione di Lene in Italia e non solo. Il 21 Febbraio si esibiva all'Ariston. Quattro giorni dopo ritirava i suoi quattro premi agli Spellemannprisen prima di dileguarsi inaspettatamente nel nulla per quasi quattro anni. Iniziava per noi (per lei doveva essere iniziato già da tempo) il periodo buio che l'ha tenuta a lungo lontana dalle scene. A distanza di anni, quando grazie anche alla partecipazione a HGVM Lene ha trovato l'occasione e il coraggio di aprirsi e mettere a nudo i propri disagi e la propria fragilità, abbiamo saputo quanto quei continui viaggi (tra le altre cause) l'avessero messa in crisi. Quello di ritorno da Sanremo fu probabilmente l'ultimo viaggio internazionale, l'ultimo stress, prima del tracollo.
Si intitola Jeg reiser alene il brano interpretato da Lene nella puntata dedicata al cantautore, scrittore e attore Ole Paus e significa "Viaggio da sola". Da una traduzione automatica sembrerebbe riferirsi a quei bambini costretti in un certo senso a vivere sugli aerei, in compagnia di un pupazzo e una valigia di vestiti, sballottati su e giù tra genitori separati che vivono a distanza. Lene era ancora adolescente quando iniziava la sua vita ad alta quota, prima per andare a registrare il disco e in seguito per promuoverlo. Ha sperimentato per motivi diversi quella sensazione di sballottamento e solitudine che lei stessa ci ha descritto in interviste recenti. Un argomento sentito e vissuto non poteva che meritare un arrangiamento adeguato. Intimo, dagli accenti quasi cupi rispetto alla dolcezza della versione originale, ha creato insieme alla semplice leggerezza vocale (che poi tanto spessore dà al modo di interpretare di Lene) un'atmosfera intensa che non ha lasciato impassibile Ole Paus, ha quasi immobilizzato tutti gli altri e ha convinto il VG a premiarla con il massimo dei voti eleggendola migliore in assoluto nelle usuali pagelle. Siamo una volta di più orgogliosi del lavoro di Lene che tanta emozione ci ha dato in queste fredde serate invernali.

Come detto, il programma ormai si avvia alla chiusura, ma già da giorni è possibile acquistare nei negozi musicali digitali, oltre alle compilation delle singole giornate, quella globale della seconda stagione che svetta anche in cima alla classifica della VG lista dopo l'ingresso alla posizione numero 8 della settimana precedente. È una compilation che contiene 25 brani tra cui alcuni duetti. Di Lene troviamo infatti le interpretazioni di Rise to the occasion (di Kurt Nilsen), Don't forget me (di Morten Abel), Jeg reiser alene (di Ole Paus) e Engler I sneen (di Jonas Fjeld) in coppia con Kurt Nilsen. Altrettanto interessante è però la compilation singola dell'ultima giornata. Vi troviamo infatti, oltre al già citato duetto con Kurt, quello con Marion Ravn in Where I'm headed di cui si possono assaporare due brevissimi estratti qui e qui. Dobbiamo aspettarci una splendida ultima puntata.

Approfittiamo di questa notizia per comunicare ufficialmente e con colpevole ritardo il gradito ritorno di Pegasus_TDCi nello staff di Lene.it. Ben tornato!

 
 


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