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31 Ottobre 2007 - 01:03
Speciale Lene su Henne
Sul numero di Settembre/Ottobre la rivista norvegese Henne ha dedicato a Lene Marlin uno speciale davvero straordinario: ben 11 pagine tra fotografie nuove di zecca e una lunga bellissima intervista intervallata da citazioni da numerosi suoi testi di canzoni, citazioni poste in corrispondenza delle parti dell'intervista in cui si parlava di un tema che sembrava vicino a quello trattato nella canzone. Ad es. Lene rievoca i difficili giorni precedenti al suo ritiro dalle scene nel 2000, ed ecco comparire le righe (Da "Disguise" dell'album Another Day) "Have you ever seen your face in a mirror there's a smile but inside you're just a mess".
Uno speciale quindi ben curato, anche nella descrizione del carattere "energetico" di Lene che ben conosciamo, e che appare in netto contrasto col suo carattere timidissimo degli esordi, tant'è che il chitarrista e amico Berni la definisce ora un po' italiana, e lei scoppia a ridere. Ma è soprattutto contenutisticamente che l'intervista risulta molto interessante, anche per i fan più "anziani", in quanto vengono riportati diversi episodi inediti raccontati da Lene, mentre si ripercorre buona parte della sua carriera ormai quasi decennale, in particolare il periodo di "Playing My Game".
Si comincia dal suo sogno di trasferirsi negli Stati Uniti per frequentarvi l'ultimo anno di liceo, qualcosa che come lei stessa dice avrebbe potuto cambiare completamente la sua vita, ma ormai il contratto discografico era firmato (dicembre 1997) e la sua vita avrebbe preso un ritmo sempre più frenetico, tra esami di scuola e registrazione e poi promozione del suo primo disco (uscito a marzo del 1999), girando l'Europa in lungo e in largo e approdando anche in Asia. Proprio qui, a Taiwan, un giorno del novembre 1999, qualcosa si spezza in Lene: la direzione presa dagli eventi era divenuta da tempo incontrollabile, troppi gli impegni e troppo rapido il successo avuto (inatteso e probabilmente neppure voluto in quei termini). Lene quel giorno aveva la febbre ed era stanca, ma all'aeroporto ricevette come accoglienza telecamere e decine di flash scattati in pieno viso. Aveva con sé un orsacchiotto, dentro cui affondò il viso per tutto il tragitto fino all'auto, mentre i fotografi la inseguivano.. e nessuno si accorse che stava piangendo. Ma non aveva molto tempo per piangere, perché una popstar deve sorridere e stringere mani a tutti, anche quando dentro si sente male.
Pochi mesi dopo, nonostante si trovasse quasi all'apice del successo e stesse ormai per arrivarvi in quanto era cominciata ottimamente la difficile promozione inglese, Lene Marlin si ritira dalle scene perché "dovevo pensare a me, anche a costo di allontanarmi da tutto quello che erano gli affari. E non me ne pento". Il periodo di silenzio è un periodo tormentato per Lene, che continua a essere perseguitata dai fotografi, ma è anche un periodo di riposo. Una mattina del novembre 2001 però l'aspetta un brusco risveglio, quando sui quotidiani viene accusata da un altro musicista norvegese di non essere andata ancora a ritirare il premio onorifico che la sua città-natale, Tromsø, le aveva conferito già l'anno prima. Lene non poteva ancora uscire allo scoperto, e così dovette sopportare in silenzio quest'ingiusta umiliazione. Così come nello stesso periodo accadde un altro spiacevole fatto finora rimasto ignoto: una sua ex compagna di classe, approfittando del polverone sollevatosi intorno a Lene in quei giorni, la ricatta di vendere una cassetta su cui vi era la registrazione di una canzone di Lene realizzata molto tempo prima del contratto discografico. Lene è costretta ad acquistare la cassetta.
Venduta da questa ragazza e dai fotografi, Lene si ritira di nuovo in se stessa, fidandosi solo della famiglia e dei suoi amici e cominciando ad andare anche dallo psicologo per riguadagnare fiducia in se stessa. Un giorno d'estate del 2002 sente la conduttrice del programma radiofonico P4, Guri Solberg, confidare in diretta che Lene le mancava. Ancora un anno e Lene è pronta per il ritorno: il primo giorno di promozione concede ben 25 interviste, in un clima sereno e di rispetto, ma già si aspetta che al ritorno a casa ci sarebbe stato qualche paparazzo più impertinente ad aspettarla. E così fu! Qui Lene racconta uno degli episodi più divertenti e per lei liberatori, che è anche all'origine del motivo per cui da allora va sempre in giro armata di macchina fotografica: un fotografo in attesa che Lene rientrasse a casa, al momento giusto salta fuori dall'automobile per scattarle delle foto, ma Lene è pronta: si gira di scatto e gli scatta diverse foto in faccia, gridandogli come si sente, mentre il fotografo si allontana sorpreso e gli amici di Lene si sbellicano dalle risate.
L'intervista riserva ancora delle sorprese: Lene rivela per la prima volta che molte delle sue canzoni trattano il tema dell'amicizia più che quello dell'amore, anche se la gente pensa il contrario, e rivela anche che spesso scrive così tanto che i testi diventano troppo lunghi per farne una canzone, ma sono piuttosto brevi storie, che forse un giorno potrebbe raccogliere per farne un libro. E infine, veniamo a sapere che quest'estate Lene è stata di nuovo a New York: stava seduta in un parco su una panchina, guardando la gente passare, riflettendo e scrivendo, e sentendosi sicuramente a suo agio in un posto dove nessuno l'avrebbe riconosciuta.

Potete leggere la traduzione integrale dell'articolo-intervista a Lene cliccando qui.

 
 


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