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18 Agosto 2003
Recensione Virgin di Another Day
Fonte : Lene-marlin.no
C'è tanta crescita in Another Day, il secondo album di canzoni irresistibilmente intime di Lene Marlin, la giovane cantautrice norvegese lanciata al successo quattro anni fa con il suo album di debutto, Playing My Game.

Il suo successo iniziale l'ha letteralmente mandata a gambe levate. Il suo primo album ha continuato a vendere fino a 1,7 milioni di copie nel mondo. Playing My Game è diventato disco di platino non solo in Norvegia, ma anche in Gran Betagna, Francia, Svezia, Danimarca, Italia e Taiwan. In Giappone, Svizzera, Nuova Zelanda e Irlanda l'album è diventato disco d'oro.

E' stata un'ascesa sbalorditiva per la ragazza di Tromsø, lassù al nord nel Circolo Polare Artico.
"Nessuno si aspettava che il primo disco avrebbe venduto così tanto", ricorda. "Andavo ancora a scuola quando l'ho fatto e la mia vita è cambiata in modo drammatico."

Il cambiamento l'ha vista spostarsi ad Oslo e assumersi un programma febbrile di promozione sia in Europa che nel mondo. Ma Lene non si è più fatta vedere.
"Il successo è avvenuto così in fretta per me che ho avuto bisogno di una pausa per assorbire tutto", spiega. "Non ho avuto tempo per interiorizzare quello che succedeva. C'era tutta l'attenzione dei media. E nonostante tutto il viaggiare sembri grandioso, tutto quello che sempre ho potuto vedere erano stanze di hotel, studi TV e aeroporti. Avevo bisogno di tempo per riflettere."

Registrato a Londra, Another Day è il risultato di quella riflessione e della crescita che lei ha realizzato nel frattempo. Come il primo album, è un disco che combina la qualità di autrice e l'abilità pop in egual misura. Ma le canzoni sono sviluppate più pienamente e per la prima volta, Another Day vede Lene registrare con una band.

"La band mi ha davvero ispirato", ricorda Lene, "scrivevo canzoni nelle stanze di sopra e potevo sentire i ragazzi suonare della roba giù. Finivo una canzone e poi la portavo semplicemente giù a loro e imparavamo a suonarla e poi la registravamo. Il modo in cui lavoravamo era molto naturale e fluido."

Eppure Another Day è anche un album che poteva non essere mai fatto.
"La ragione per cui avevo bisogno di una pausa era per capire se avevo ancora voglia di fare tutto questo", ammette Lene. "Non mi sentivo felice con tutte le attenzioni che ricevevo e mi sono dovuta chiedere se riuscivo a gestirle. Dovevo mettere una certa distanza tra me e quello che mi stava succedendo e vedere se riuscivo a tornare allo stesso sentimento che provavo quando ho scritto canzoni per la prima volta soltanto per piacere".

E fortunatamente, durante il tempo in cui è stata via, Lene si è accorta che quel sentimento piacevole stava tornando a scorrere in lei.
"Sono qui di nuova perchè ho ritrovato la mia passione. Non ho mai pensato di scrivere una canzone che vendesse perchè non mi avvicino alla musica in quel modo. Se avessi ragionato in questo modo industriale, so che non sarei stata capace di farla."

Another Day è stato registrato a Londra con il produttore Mike Hedges (Cure, U2, Travis).
"Stavo andando avanti e indietro per la Norvegia mentre facevamo l'album, ma sono sempre stata impaziente di tornare a Londra perché abbiamo passato un periodo così bello nel fare questo disco", dice Lene.

Ed è piena di elogi sia per la band che per il contributo di Hedges.
"Dalla prima volta che ho incontrato Mike, mi sono sentita davvero bene", dice. "Avevo bisogno di qualcuno che mi potesse aiutare a portare le canzoni dove volevo portarle e Mike era capace di provvedere a ciò."

Eppure è sempre Lene che ha molto controllo su Another Day. Non fanno per lei i team di autori e produttori altamente pagati che producono hit radiofonici commerciali rilucenti. Sono le sue canzoni ed esse risuonanano nel lettore ad un livello profondamente personale.

"La musica è qualcosa che amo e che farò sempre", dice Lene, "ma il suo processo effettivo rimane un mistero, anche per me. Credo che sono ispirata semplicemente da tutte le cose che mi circondano. Le cose che vedi. Le cose che leggi. Le storie che la gente ti racconta. Cose che sono capitate a me. Ma non dirò mai a nessuno di cosa parlano le mie canzoni. Mi piace immaginare che la gente si crei le proprie storie e faccia le proprie connessioni personali con le canzoni".

Another Day rappresenta un maggiore passo in avanti nella giovane carriera di Lene, sia in termini di suono del disco che nello sviluppo della sua capacità di autrice. "E' molto differente da Playing My Game. Ma è una progressione naturale e sono sempre io", dice.

"Sto scrivendo le canzoni ancora allo stesso modo, ma sono cresciuta e ciò ti da una prospettiva differente. E' stata una lunga pausa e pensavo che la gente si fosse dimenticata di me. Ma sono molto orgogliosa del disco e se alla gente piace, è grandioso."

La reazione iniziale ad Another Day ha già dimostrato che non c'è possibilità che qualcuno si sia dimenticato di Lene Marlin. E ora lei è tornata con il miglior disco della sua carriera per ora.

"Ovviamente ho un po' di paura. Ma questo è salutare", ragiona. "Gli anni che ho passato a preparare questo album sono stati come un viaggio. Ora non vedo davvero l'ora che la gente ascolti le canzoni."

Traduzione italiana a cura dello staff di Lene.it

 
 


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