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02 Agosto 2003
E’ bello essere ritornata
Fonte : Nordlys
Per un momento Lene Marlin ritorna seria. Parla di una visita ad un bar di Tromso un po’ di tempo fa. Stavo lì in piedi e piangevo e la "ringraziavo" per avermi fatto le cose peggiori che qualcuno mi avesse mai fatto.

Un'ora prima di ciò, il Nordlys pensa all'edificio della Virgin a Oslo, e alla stanza dove avverrà l’intervista.
- Venite, dice la donna che ci fa strada, - ascoltate questo.
Quindi ha inserito tre canzoni del nuovo album di Lene Marlin. "Disguise", una canzone calma, malinconica. Bellissima, triste. "Sorry", calma, malinconica. Bellissima, triste. "Another Day", err... calma, malinconica.

Malinconia
La donna ci porta ad un ufficio alla fine dell'edificio, i giornali avranno la loro parte oggi. Mezz’ora ciascuno, tutto qui, niente fotografie. Quando entriamo nella stanza, Lene Marlin è già lì, con un sorriso sul viso, dice che è passato un po' di tempo e che tutto è andata bene il giorno prima, nonostante tutte e 25 le interviste.
E’ bello essere ritornata. Ho notato che avevo mal di testa quando sono tornata a casa ieri sera, ma non importa, dice e sorride, e concorda che le sue canzoni sono malinconiche, sì.
E’ un album che bisogna ascoltare molte volte. Le persone che lo hanno ascoltato hanno detto che "improvvisamente quella canzone ti prende", e allora io mi sento soddisfatta, sento di aver fatto il disco che volevo fare. Allora è un disco che per gli ascoltatori dura una vita, non uno che ascolti poche volte e poi te ne sei stancato.
E’ molto differente dal tuo ultimo album, penso. Queste canzoni sono rappresentative per l'intero album?
E’ più vario di questo. Ci sono le tre canzoni che avete appena sentito, e il singolo, e poi c'è una canzone con solo chitarra e voce. E poi c'è una canzone che dura 6 minuti. Anche il ritmo delle canzoni varia. E’ difficile descriverlo perché è ormai tanto che ci convivo.

Metà disco fatto in studio
E’ stato così divertente registrarlo. Dal vivo, con una band, scrivevo le canzoni, e poi le provavamo prima di registrarle. Ed è andata davvero bene, dice la 22enne, che ha scritto il 50% del disco mentre stava nello studio.
Scrivevo mentre gli altri facevano cose che io non potevo fare. Era così ispirante stare nello studio che io scrivevo e scrivevo. Sedevo lì e improvvisamente volevo gridare "venite, venite, ho scritto una nuova canzone", dice ridendo.
Speravo che sarebbe stato così, che avrei scritto molto e che avrei avuto molto su cui scrivere.
Avevi già abbastanza canzoni per il tuo nuovo album quando promuovevi il tuo album precedente. Quante canzoni hai scritto effettivamente?
Oh, non so. Alcune canzoni, alcune idee, alcune canzoni scritte a metà. Alcuni testi di qua, alcune melodie di là. Ma non sentivo che fosse giusto averle sull’album. Avevo bisogno di qualcosa di nuovo, che sentivo di poter cantare oggi. Adesso non tutto va bene per essere cantato.

Ha scritto a se stessa
Ed eravamo così giunti al punto. Al punto dove tutte le stazioni radio del paese erano arrivate ieri; al periodo difficile di Lene Marlin e alla sua assenza. E' stata franca e coraggiosa - ha detto che voleva soltanto scomparire, che aveva considerato di smettere di fare musica, che non si divertiva più.
Hai scritto anche in quel periodo?
Dopo gli Spellemannsprisen nel 2000 non volevo più. E se volevo, non avrei potuto. Ho provato, ma c'erano periodi in cui semplicemente non riuscivo. E penso che fosse salutare. C'è stato un periodo in cui ho scritto canzoni che sapevo erano soltanto per me, che nessuno avrebbe ascoltato. Era un modo per tirare fuori le cose da dentro.
Terapia?
Sì, lo era. Capitava che sedevo e suonavo la chitarra nella mia poltrona a tarda notte, riflettendo soltanto sulle cose, dice sorridendo Lene Marlin.

Mi sentivo male
E' stato il periodo dopo il quale aveva detto basta. Dopo aveva dormito. Dormito, dormito, dormito.
Ero così stanca e mi sentivo come "oggi non ho voglia di uscire". Non avevo niente da dare. E se stai per incontrare qualcuno, vuoi avere qualcosa da dargli, e io non potevo - che motivo ne avevo? Perciò stavo a casa.
E' stata la cosa più brutta non sentirtela di andare in giro?
Assolutamente. Ma non posso far felice tutti. Volevo fare molto di più, ma non ci riuscivo. Prendo ogni cosa così sul serio, voglio essere pronta e capace di dare qualcosa. Quando i giornalisti hanno chiamato e hanno detto che avevano bisogno soltanto di quindici minuti, non erano soltanto quindici minuti per me. E' qualcosa su cui rifletto un bel po' prima - e per molto tempo dopo. Come loro si devono preparare, così anch'io ho bisogno di preparazione.
Difficile dire no?
Sì. E mi sento davvero male se dico di no.
E' perchè ti sentivi male per ogni cosa e ognuno che ti riconduceva a quello che era successo? .

Paparazzi
In radio lei ha detto, come per scherzare, che a volte ha sentito la "paranoia". Adesso anche lei ne sorride, ma ci sono cose che ricorda. Cose difficili da dimenticare.
Non riesco a togliermeli dalla testa. Ci sono due fotografi fuori casa mia, dietro finestre sporche, che scattano foto. Ci è voluto tanto tempo prima che uscissi di nuovo, che avevo ormai analizzato al dettaglio tutte le macchine che stavano parcheggiate fuori. Naturalmente, non mi rendevo conto di come mi comportavo. Ma altri lo facevano e mi chiedevano: "sei consapevole di quello che stai facendo?!", dice.
Poi c’erano giorni in cui pensavo di potermi rilassare, che naturalmente non c’era nessuno fuori che mi aspettava. Ed era strano, perchè ero pronta a rilassarmi e sul più bello, eccoli apparire di nuovo.
Cose del genere sono ancora dentro di me, non posso dimenticare e se comincio a ripensarci poi...
Lene si dà un colpetto sulla fronte e ride:
Paranoia! Devi fermarti, Lene! Ma poi sono stata di nuovo bene al tempo giusto, è successo e poi sono diventata così...
Eppure, ti sei buttata nuovamente in tutto questo?
, dice sorridendo. Forse è ingenuo pensarlo, ma io penso alla gioia nella musica e desidero così tanto crearla. E forse è ingenuo pensare che "ok, posso farlo ancora, e lo farò in maniera giusto un po' diversa questa volta. Un po’ più allegramente, un po’ più cautamente con i tempi, e non spostandomi da un posto all'altro tutto il tempo. Così posso realizzare le cose lungo un arco di tempo maggiore"
Ma hai deciso tutta da sola quando saresti tornata?
Sì, perché una cosa sono le difficoltà personali, e un’altra cosa è la musica. Doveva essere ok. Molti hanno scosso la testa e pensato che non avrei dovuto aspettare così a lungo. Ma io penso che se me ne fossi uscita con un nuovo disco due anni fa, il risultato sarebbe stato veramente pessimo. E ci scommetto che avrei fatto flop se lo avessi fatto. Ero decisa ad aspettare, e fortunatamente la casa discografica era d'accordo con ciò.

Mi sentivo bene
Ora è felice di questo. Oggi sembra una scelta giusta.
Mi sento sollevata per aver finalmente tirato fuori tutto. E’ stata davvero una buona cosa. Ok, questa è la mia canzone, amatela - odiatela, ma almeno è qui. Solo questo è stato un grande sollievo. Era qualcosa che scompariva. Adesso è passato del tutto, dice.
Ieri ho notato quella sensazione che avevo...he-he, molti, molti anni fa. Ma è diverso. Questa volta - indipendentemente da cosa sta succedendo, se faccio flop, qualsiasi cosa - cercherò di trarre divertimento da tutto ciò. E prendermi delle pause ogni tanto - dire "Sai una cosa? No!" Questa volta mi concederò il diritto di dire no, senza alcuna spiegazione. Non voglio girare e sentirmi male tutte le volte, a causa della spossatezza
.

Altre nuove canzoni
Ora ha notato che cresce l'impazienza di uscire fuori. E ha già scritto canzoni per il prossimo album.
Mi piace. E' un buon segno
, dice sorridendo.
Sono successe tante cose l’ultima volta, e non ero abituata ad assorbirle tutto nello stesso momento.
Siamo stati interrotti di nuovo da quella signora.
State finendo? L’Aftenposten sta aspettando...
Per favore, solo altri cinque minuti, chiede Lene.
E poi inizia a parlare di tutte quelle piccole cose che sono svanite l'ultima volta. Poter dormire nel proprio letto, per esempio. E' qualcosa che farà più spesso in futuro, non importa cosa succede con il disco.
Per non menzionare Tromsø.
Tromsø è molto speciale per me, ed è così bello essere a casa e incontrare gente che conosco. Conosco ogni strada di Tromsø, ma difficilmente qualcuna ad Oslo, sorride.

In un bar a Tromsø
Ma sfortunatamente cose spiacevoli sarebbero successe anche lì. Molti hanno voluto qualcosa di lei anche quando si era presa una pausa dai riflettori.
A Tromsø sono a casa, visito la mia famiglia e gli amici e voglio che ciò rimanga privato. Ma sono successe cose che hanno subito portato a quel cambiamento...
Lei afferma che non ha niente contro la città di Tromso o la sua gente. Lei adora la città, in sincerità. Ma ci sono cose che avrebbe preferito evitare.
Improvvisamente andare a Tromsø non era più qualcosa a cui ricollegavo divertimento e felicità.
Cosa ne pensi allora?
E questo è il momento in cui Lene diventa silenziosa. Durante l'intera intervista ha sorriso, riso ed è stata cortese com'è sempre. Ma ora diventa seria.
Non riesco davvero a ricordare quando è stato, ho provato a dimenticarlo. Ero uscita con degli amici che non vedevo da molto tempo, e ho incontrato una persona che sapevo che lavorava per un giornale. Era l’una di notte e stavo passando una bella serata con i miei compagni. Poi mi raggiunge questa persona per parlare con me, ma io tento di rifiutare in maniera educata dicendo che sono uscita soltanto per svagarmi. Ebbene, quando le ho detto questa cosa, lei l'ha intesa in modo errato. Quindici minuti dopo sono andata a comprare un drink e poi è successo qualcosa che davvero non ho capito, e all'improvviso qualcuno stava sul retro del bar e mi scattava una foto.
Il problema non era la fotografia, ma il fatto che non poteva stare lì come tutti gli altri clienti che ci stavano.
Non mi aspettavo che ciò succedesse anche a Tromsø. Mi fece rattristare parecchio quello che era successo. Mi venne da piangere e andai a casa
.
Il nostro tempo con Lene è terminato. Lene sorride e ci abbraccia.
E' di nuovo pronta.

Traduzione in italiano a cura dello staff di Lene.it

 
 


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