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03 Settembre 1999
Lene Marlin a 18 anni - "E' andata così, tutto qua"
Fonte : Puls.no
Lei probabilmente pensa che la sua vita sia un po' strana in questi giorni. Ma dovete sapere che anche intervistarla mette un strana sensazione. Ha 18 anni, ed è schierata sulla griglia di partenza di quella che appare decisamente come la più trionfale carriera pop per un'artista norvegese sul piano internazionale di sempre. No, tranquilli, non ci siamo dimenticati degli A-Ha, di sicuro l'attrazione principale per quelle 250.000 persone a Rio! - Solo che Lene Marlin... non ha mai preso una lezione di musica, è come apparsa all'improvviso... e poi, se dovesse scomparire? Lei è quel genere di cantautrice che non ha bisogno di premere neanche un pulsante. Si 'materializza', e basta..

Di recente ha preso in affitto lo Smuget [un famoso locale nel centro di Oslo, NdT], per provare. Lei, due chitarristi, qualche tastiera, un basso e una batteria.

- Suoniamo le canzoni senza uno schema; proprio poco fa abbiamo suonato una canzone nuova di cui avevo il testo solo per una strofa. L'obiettivo è farci l'abitudine, abituarmi a suonare in un gruppo. Non l'ho mai fatto prima.

- 18 è un bel numero...

Eh già. "Non l'ha mai fatto prima". In effetti, meno di un anno fa nessuno aveva nemmeno mai sentito il suo nome. Lene Marlin era una qualsiasi teenager che viveva e andava a scuola a Tromsø. Solo la su famiglia sapeva di quella chitarra che aveva ricevuto pochi anni prima. il 15 agosto 1998 "Unforgivable Sinner" venne trasmesso per la prima volta in radio. Due giorni dopo Lene compì 18 anni.

- 18 è un bel numero, dice sorridendo da sotto il cappuccio che le ricopre la testa. - Si può tranquillamente dire che a 18 anni ho vissuto l'anno più intenso della mia giovane vita.

Da niente a tutto, da un giorno all'altro

Vogliamo crederci... e così le chiediamo se la sua vita sia un po' 'strana' in questi giorni...

- Si, lo è. Un po' come quando ho registrato questo demo, ieri a Oslo. Tra l'altro, contiene molte canzoni che sono rimaste escluse dall'album.

Ma la vita, Lene, dicevamo della vita in questi giorni, non della musica...

- La mia vita è cambiata del tutto. Prendi il fatto che la gente mi riconosce per strada, ok? Beh, c'ho messo un bel po' per abituarmici. Tutto è successo da un giorno all'altro, nel vero senso della parola: lunedì ero solo Lene Marlin, martedì la gente mi riconosceva. Non ero mai stata una 'mini-celebrità' a Tromsø.

E ora cos'hai per la testa ?

- Sono soddisfatta di aver finito la scuola. Vivo un giorno alla volta: parlandoci chiaro, ne ho bisogno. Quando vado a letto non so quasi mai cosa dovrò fare il giorno dopo. Tranne quando devo lavorare a un nuovo disco. Le canzoni sono pronte.

E scommetto che non ti autorizzano a fare un nuovo album adesso... "Prima Playing My Game dovrà vendere qualche milione di copie..."

Guarda in alto dalla sua frangetta con uno sguardo interrogativo.

- Beh, più o meno immagino sia così. Ovviamente devo ricambiare nei confronti di chi si aspetta una mia visita. In Giappone hanno fatto un così buon lavoro che non ho altra scelta che andarci.

Una lunga attesa per il prossimo disco?

Beh, ora in poche settimane questa ragazza si è adattata alle necessità dell'industria discografica. Qualcuno avrebbe dovuto cercare di dire a John Lennon e Paul McCartney qualcosa come "Non vi lasciamo pubblicare un nuovo disco così presto". Hanno pubblicato tredici album in sei anni!

- No, assicura, ribattendo che non è per volere dei discografici. - Voglio ringraziare il Giappone. E' incredibile questa sensazione, di aver venduto tanti dischi, là! Poi voglio farmi un po' di esperienza. Quando eravamo lì qualche settimana fa, ho fatto richiesta di un giorno intero di vacanza. Dissi: "Ne ho bisogno". E mi fu concesso.

Sei nervosa?

- Beh, non esattamente... è difficile da spiegare. Più che altro, sto vivendo le sensazioni più belle. Il mio sogno era pubblicare un disco, e continuo a non puntare in alto. Questo ho capito, che niente va preso per sicuro nell'industria discografica.

Giovane donna intelligente Lene Marlin. Intelligente abbastanza da non fare troppi piani se non per ciò che riguarda la musica. Perlomeno, non ancora. Vi vorremmo ricordare di Bruce Springsteen, che ogni giorno si sentiva dire da suo padre: "Figlio, questa storia della chitarra..."

Se questo è 'tradizionale'...

L'album di debutto di Lene Marlin, "Playing My Game", è una storia bellissima, non solo sotto il profilo commerciale. Senza tanti giri di parole, è uno splendido album pop. Naturalmente privo di canzoni deboli, e per di più quelle davvero belle sono di un altro mondo, autentiche rivelazioni. Sono pochi gli album pop che possono essere ascoltati più e più volte senza annoiarsi. "Playing My Game" è uno di questi, anche se Lene Marlin non ha creato nulla di così trascendentale. La sua musica è di stampo tradizionale, così come gli arrangiamenti. La produzione è notevole, ma non si tratta di tecnho, house, trip hop e simili. Qui si parla semplicemente di canzoni pop.

- Sì, può essere, dice - ma non so dire se siano "tradizionali" o no, non ho mai seguito una ricetta. Le canzoni si sono andate formando così, e niente di più. Mi sento come se le avessi mescolate insieme. Può suonare un po' altisonante, ma sento che le cose stanno così, come se le avessi mescolate insieme.

- Non ho mai suonato in una band, non ho mai cantato in un coro, e sono un libro bianco riguardo alla teoria musicale. Non sono capace di scrivermi la musica che compongo... Davvero non so come spiegarlo. Registro le mie canzoni in bassa qualità su un registratore a cassette, strimpellando la mia chitarra, o un po' il piano. Insomma, o me le ricordo tutte a memoria, o le registro su cassetta.

In altre parole, non ci sono none, settime diminuite, sostituzioni...

- No, no, no!

Stufa di suonare le canzoni degli altri

Un rappresentante della casa discografica fa capolino e chiede a Lene se le va uno spuntino, e se ne va con un ordinativo di solo una Margarita.

Magari non sarà sempre così, ma finora non ho mai sentito la necessità di imparare più dei semplici accordi che so: Mi bemolle, La bemolle, Fa maggiore, Do maggiore...

Ascolti qualche artista in particolare ?

- No, ascolto di tutto. "Come la vuoi la Margarita ? - Norvegese, senza extra, dobbiamo mangiare fuori dopo, no?" Dove eravamo... Sì, sono sempre stata interessata a tutto il pop. Avevo quindici anni quando ho ricevuto una chitarra, e presto mi stufai di suonare le canzoni degli altri, così ho pensato che avrei potuto scriverne io... Non ho mai 'deciso' di cominciare, è andata così, tutto qua.

Una formula per il successo ?

Ci risiamo. "E' andata così, tutto qua". Molti teenagers covano il desiderio di diventare una popstar. Lene Marlin lo è diventata, e basta. E di nuovo, dice che non è facile rispondere quando le chiediamo se è così facile diventare una popstar.

- Non lo so. Sono circondata da tante persone di talento, e probabilmente è per questo che abbiamo avuto successo. Ad esempio... io non so dire cosa ci sia di tanto speciale in "Unforgivable Sinner", tu lo sai?

No, immagino non sia così semplice... Solo che alcuni sembrano avere questa intuizione, la formula magica per il successo.

Hai la tua canzona preferita nell'album ?

- Si, la traccia due [Playing My Game, NdT]. L'ho scritta mentre registravamo l'album.

Eh sì. E' successo così anche con Lars Lillo-Stenberg [Cantante norvegese popolare negli anni '90, NdT]: la produzione lamentava ancora la mancanza di una hit, e il giorno dopo Lars scrisse "Neste Sommer" ["La prossima estate", NdT]. Lene Marlin ci parla della sua scelta. Se qualcuno ci chiedesse un parere, diremmo che la scelta della sua canzone preferita nell'album indica un gusto decisamente sofisticato e ben sviluppato. "Playing My Game" è un'autentica perla di armonie, lontane da altre più ovvie nell'album. La storia sembra analoga a "Brothers In Arms" dei Dire Straits: "Money For Nothing" e "Unforgivable Sinner" sono diventati i singoli; le title-tracks si sarebbero rivelate come le vere grandi canzoni.

Un buon guadagno, ora dopo ora

Soldi? L'argomento non è facile da affrontare, anche se Lene stessa insiste che "ancora non ne ha visti". Tuttavia ammette che il tornaconto finanziario dà una notevole sensazione di sicurezza. Scrive di persona tutte le musiche e tutti i testi, e di conseguenza si trova al livello degli artisti che in questo senso guadagnano più di tutti. E sa che ogni volta che un pezzo è suonato in radio, qualche soldo va a finire nelle tasche chi ha scritto la musica e di chi ha scritto i testi. Così Lene Marlin fa l'en-plein e vince il suo jackpot, giorno dopo giorno.

- Ho scritto "Unforgivable Sinner" in un'ora. "Non male", pensai. Quando ci ripenso ora... beh, riconosco che quel lavoro è stato pagato molto profumatamente...

Lene ci dice non senza eccitazione che ancora le viene da pensare "Oddio, sono io!" quando si vede su MTV, i suoi amici dicono che non è cambiata, non si ricorda quando è stata l'ultima volta che è andata al cinema, e alla domanda se sia il genere di persona appassionata di Hamsun [Famoso scrittore del primo Novecento, NdT], risponde:

- Ma no, assolutamente! E non sono neanche una ragazza depressa, anche se le canzoni a volte...

Una verità ?

La prima band di cui si ricorda sono gli A-Ha - "Sapevo tutte le loro canzoni a memoria, parola per parola!" - ma non conosce quasi nulla dei Beatles e dei Rolling Stones. Il che non è poi così strano, se si considera che in fin dei conti la ragazza è nata 20 anni dopo che i Beatles emersero da quello scantinato a Liverpool. Le auguriamo buona fortuna nel suo viaggio, e sentiamo che forse ci ha rivelato una verità, quando ha scelto di chiudere il suo album con dei versi adorabili, realistici e pieni di speranza:

Heaven is a place nearby
So I won't be so far away



Traduzione in italiano a cura dello staff di Lene.it

 
 


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