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05 Dicembre 2004
- Ho lasciato indietro la crisi
Fonte : VG
- Nella mia testa immagino spesso di essere più grande di quanto sia. Non è possibile che abbia solo 24 anni. Non è possibile!

Era una studentessa durante il giorno e una popstar nel tempo libero. Non c'era tempo libero. Non c'era giovinezza. Lene Marlin ha appena raccontato la prima volta che ha sentito la sua canzone alla radio. Erano le undici e cinquanta. Era Sabato e avrebbe dovuto prendere il bus per la città per incontrare un amico. Lo ricorda con precisione. Esattamente in uel momento hanno suonato "Unforgivable sinner".
- Mi sono seduta sul bus con un sorriso enorme, Lene ride.
Aveva 17 anni, e quello era l'inizio del suo inferno.
- Ero innocente quanto avrei potuto essere. Non riavrò mai più indietro quel tempo. Ma sta succedendo un po' ora, effettivamente!
Venerdì sera è salita sul palco a Stavanger insieme a Bertine Zetlitz e Morten Abel.
Dopo 2.2 milioni di dischi venduti e sette anni da pop star internazionale, l'ha fatto con le sensazioni uniche dell'aspettativa di una fanciulla. Ci siamo incontrati in un bar a Bygdøy a inzio settimana. Lene dice di essere felice e lo appare.
- Sono un po' sorpresa. Credevo che sarei stata totalmente isterica a questo punto. Ma il panico non è venuto. Cosa prendi?
E' energica. Grande sorriso. Occhi curiosi.
- Sei cambiata?
- Non sono mai andata via di casa, risponde Lene.
- Il giorno che ho finito scuola, sono andata via e non sono più tornata. E' chiaro che sono cambiata.
Parla di situazioni assurde. Dell'ultimo anno di scuola, dove era una studentessa durante il giorno e una pop star nel tempo libero. Non c'era tempo libero. Non c'era giovinezza.
- Sono passata dall'anonimato totale a qualcosa di completamente differente. In quell'anno è successo di tutto. Di tutto!
Volava ad Oslo ogni Venerdì sera per registrare il disco. Indietro a Tromsø ogni Domenica notte.
E' volata in Giappone e ha fatto interviste dalla mattina alla sera per dieci giorni consecutivi. E indietro a Tromsø per un esame scolastico norvegese.
- Non credo che lo reggerei ancora. Ma ho ricevuto una carica davvero speciale.
Ha vissuto al Grand Hotel dal giorno che ha finito scuola ("Credo di aver provato tutte le stanze lì"). La tristezza avanzò lentamente. Poi si trasferì in una residenza femmnile della casa discografica.
Tre mesi dopo il diploma comprò il suo appartamento. Con i suoi soldi.
- Ho dovuto mettere radici in quel posto, dice Lene.
- Mi ci sono traferita con due valigie. Era tutto quello che avevo. Ho chiamato mia madre chiedendole: "Che mi serve?". Sono andata allo Smart Club e uscita con un cuscino, una coperta e una confezione da sei di Budweiser. Sono andata all'IKEA e ci ho passato sette ore la prima volta e cinque la seconda. L'IKEA è buona! Non ce l'avevamo a Tromsø.
Parla veloce e ansiosa, attraverso l'intero corpo e il viso. Il caffè si sta raffreddando senza che lei possa assaggiarlo. Si interrompe con corte, risonanti risate ed episodi da non credere come: "Perfino io non sono capace di comprendere tutto. Cos'è successo? Come sono finita qui!?".
- E' importante ordinare le cose. Pensarci prima di buttarcisi sopra. Ho dovuto abituarmi ai giorni normali in cui nessuno aveva fatto progetti per me, dice.
- Fu allora che mi persi. Divenni totalmente vuota. Volevo solo calare il sipario e non pensare a niente.
E' stata pubblicata in Inghilterra mentre si nascondeva. Lene dice che la gente si chiedeva perfino se fosse mai esistita davvero.
"Esiste davvero?" ride. E' capitato di chiederselo da sola.
- Ma mi sono ritrovata. Le cose sono andate al loro posto. Per questo sono così soddisfatta.
Sparì all'incirca quando le vendite del suo album superarono il primo milione. L'assenza durò tre anni e mezzo, dagli Spellemannsprisen del 2000 al lancio di "Another day" nel 2003.
- Non sarei potuta uscire con un nuovo disco prima di quando l'ho fatto. Avevo bisogno di ritrovare me stessa prima di poter tornare, dice.
- Un sacco di cose buone se n'erano andate dalla memoria. Volevo solo riposare e dimenticare tutto. Non avevo bisogno di essere un'artista. Volevo provare gioia in quello che facevo. E' quando questa gioia viene messa in un sistema che la felicità sfuma.
Parla di tutto il tempo seduta da sola nella stanza di un albergo alle dieci di sera dovendosi alzare alle cinque del mattino mentre gli amici chiamavano dalle feste. Gli stessi amici che, pochi mesi prima, sedevano nella sua staza e sceglievano le loro canzoni preferite tra quelle scritte da Lene. Gli unici per cui avesse suonato.
- Ero così contenta quando chiamavano, ma allo stesso tempo sembrava tanto doloroso. Sentivo che "non riuscivo a provare niente"
- Cos'hai imparato?
- Non voglio che tutto scorra a tutta velocità e ne riceva un resoconto alla fine. Voglio avere una vita comune nel frattempo.
- Rifaresti tutto ancora?
Non risponde. Gioca con i suoi capelli e "scompare". Riflette. Come se stesse facendo un punto della sua vita
- Certamente, dice alla fine.
- Certamente lo rifare di nuovo! Per tanto avrei voluto stare senza.
Ma la vita che vivo oggi deriva da quello. Perfino con tutti gli alti e bassi l'avrei accettata. Perchè sono riuscita a uscire fuori da una situazione così brutta.
Per un po' ho creduto che "non avrei dovuto mai farlo". Mi sono chiesta "A cosa diavolo pensavi?". Ora dovrei solo desiderare che fosse andato tutto più piano.
- Sei orgogliosa di te stessa?
- Sono sorpresa di me stessa in ogni caso. Riesamina ancora se stessa
- Sì, certamente sono orgogliosa di quello che ho fatto. Ma è strano dirlo. Dal momento che è ancora un po' irreale.
- Te la sei cavata?
- Dovevo solo smettere di soddisfare tutti quanti.
- Credo che devi inseguire i tuoi obiettivi. Non quelli di qualcun altro. Finchè sei soddisfatto deve essere sufficiente.
- E' difficile arrivarci?
- Sì, ma mi sento come se ci fossi quasi.
Lene ha raggiunto quel punto una sera dell'autunno dell'anno scorso quando si alzò dalla sedia, prese in prestito una chitarra e suonò spontaneamente due nuove canzoni nel bar al 6 di Frognerveien a Oslo.
Quella è stata la sua dichiarazione di indipendenza.
- Ma davvero: non era programmato, assicura.
Era la sera prima di 25 interviste. Il lancio dell'album. Pubblicità per la prima volta dopo tre anni e mezzo. Ha chiamato i suoi amici. Aveva voglia di birra. Stava suonando un gruppo. Lene improvvisamente ebbe il desiderio di esibirsi. Le sembrava giusto.
- E fu una botta da matti. Ero completamente scossa dopo. Saltellavo mentre andavo a casa. Prima ero nervosa. Dopo la prima canzone era così bello che ne dovevo fare un'altra. Dopo la seconda ero così colma che non avrei potuto andare oltre.
Lene Marlin è un animale sociale che ricerca compagnia.
- E' una cosa malinconica essere un artista solitario, dice.
Lene ha bisogno di incontrare persone. Allo stesso tempo ha avuto paura di lasciare entrare nuove persone nella sua vita.
- Ho 24 anni e vivo su un base economica sicura. E' un privilegio folle. Ma vuol dire veramente poco se non hai qualcuno con cui condividerlo. Puoi avere una casa da 15 milioni [corone norvegesi] ma è inutile se sei lì seduto da solo. Sono libera di fare quello che voglio. E ne sono veramente lieta.
- Che fai per divertirti?
- E' divertente anche solo uscire fuori e incontrare gente in un bar o in un caffè. O anche stare a casa a vedere un film o due e cenare con gli amici.
- Cucini?
- Diciamola così: ci sono vari servizi di pizza a domicilio che hanno guadagnato un sacco di soldi con me. Il trucco è invitare gli amici e cucinare con loro.
Lei non conosce neanche le note. Quando volle avere l'arrangiamento del violoncello al concerto del nobel, fu costretta a registrare il suo canto su un disco per farlo scrivere. Ha imparato a suonare la chitarra da sola. E ha scoperto qualche nuovo accordo strada facendo.
- Ora ho appena iniziato a suonare il pianoforte. Come se avessi bisogno di inclinazioni più tristi nelle mie canzoni! Avrei dovuto iniziare con la tromba!
Butta indietro la sua testa e ride.
- C'è tanto divertimento in una canzone malinconica?
- Mi diverto molto almeno a scriverle. E scrivo molte canzoni solamente per me stessa.
- Dunque il tuo cassetto è pieno di canzoni felici segrete?
Lene quasi geme mentre ride.
- Ho provato a scrivere quando sono veramente felice, ma mi viene semplicemente incomprensibile.
Dice che non è mai stata felice come ora. Almeno così sembra.
- Ho lasciato indietro la crisi. Ora posso andare avanti fino ai 30 e così via. Quando sei creativo hai una sensibilità più forte delle altre persone. Ma questo significa anche che assimili gli effetti molto più intensamente.
In effetti ora ci sta facendo l'abitudine.


LENE MARLIN PEDERSEN
Nata il 17 Agosto 1980
160 cm di altezza
Ha avuto il suo debutto con l'album "Playing my game" nel 1998. 1.7 milioni di copie vendute.
Ha pubblicato l'album "Another day" l'anno scorso. 500000 copie vendute.
Fino all'appuntamento del tour insieme a Bertine Zetlitz e Morten Abel. Concerti rimanenti:
Martedì: Bergen
Giovedì: Trondheim
Sabato: Bodø
Lunedì: Tromsø

Traduzione in italiano a cura dello staff di Lene.it

 
 


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