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03 Febbraio 2004
Lene Marlin - Pop princess
Fonte : Cioé n.5
Quattro anni di "stop" non hanno scalfito l'affetto dei fans per la bionda star norvegese. Che dopo la dolcissima You Weren't There ha proposto il singolo Another Day, che dà il titolo al suo secondo album.

«È bello avere successo nel vostro Paese, anche perché mi sembra di conoscere tutti i miei fans italiani, uno per uno», confessa con un sorriso Lene Marlin, di nuovo ai primi posti in classifica con il suo secondo album Another Day, da cui ha già estratto i singoli You Weren’t There ed Another Day. «Credo che il fan club italiano sia il migliore in assoluto: ogni volta che partecipo a uno dei vostri show, ci sono sempre tutti i miei fans in prima fila… Mi sento a casa come da nessun’altra parte».

Una sfida da vincere
Per la piccola e dolce norvegese questo è un momento davvero fortunato: l’album ed i singoli vanno alla grande, non solo nella sua terra d’origine (la Norvegia) o in quella d’adozione (l’Italia), ma anche nel resto d’Europa. «Ho rischiato molto a fermarmi per quattro anni, a lasciar passare così tanto tempo: tantissime persone mi suggerivano di tornare alla ribalta, d’incidere qualcosa e sfruttare il successo del disco d’esordio Playing My Game, cavalcando, per così dire, l’onda di popolarità che si era creata. A me sembrava un discorso falso, volto ad ingannare chi aveva creduto in me: così ho fatto di testa mia, rischiando anche molto: in fondo ora la gente potrebbe anche chiedersi chi sia Lene Marlin… Però mi piace l’idea di ripartire da zero, la trovo intrigante: è come un nuovo inizio e forse, con Another Day, riesco a conquistare una fetta di pubblico che prima non mi aveva notato».

Nel segno del silenzio
Forse Lene si è preoccupata inutilmente, visto com’è stato accolto il suo nuovo lavoro: ma tutto quel silenzio le è servito per mettere ordine nella sua vita. Sicuramente in questi quattro anni di “acqua sotto i ponti” ne è passata molta, come spiega la stessa Lene: «Il successo mi aveva preso alla sprovvista e lo stesso era avvenuto per alcuni miei amici, che ho perso per strada. Ora frequento altra gente, sono più cauta, ma per il resto è rimasto tutto come prima: sono la ragazza riservata di sempre, quella appassionata di cinema e dischi, che ha scelto la chitarra proprio per “ripararsi” dietro a qualcosa e nascondersi agli occhi del pubblico».

Marina Fantini

 
 


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