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03 Dicembre 2003
Intervista radiofonica a Globetrotter
Fonte : Radio Montecarlo
Patty: C’è qualcuno lì fuori? Ciao, Lene.
Lene: Ciao.
P: Ciao. Eccola là. Lene Marlin è già qui con noi. Ciao Lene. E’ molto bello averti qui con noi oggi.
Lene: Grazie.
P: Come stai?
Lene: Sto molto bene. Tu come stai?
P: Ok. Sto bene. C’è un po’ di sole che sta spuntando fra le (voleva dire “nuvole”, ma non le viene il termine in inglese. Scoppia una risata) E tutto va bene qui. E com’è il tempo a Milano?
Lene: Ah bé. Vorrei poter dire che sia solare e bello ma non lo è. Al momento sta piovendo.
P: Oh!
Lene: Già.
P: Come al solito.
Lene: Sì (sorride)
P: bene, abbiamo cinque minuti e poi torniamo da te. Ok?
Lene: Va bene.
P: Ciao ciao.

(Dopo la pubblicità, trasmettono “You Weren’t There”)

P: Questa è la voce di Lene Marlin. “You Weren’t There” su Radio Montecarlo. E Lene Marlin è proprio qui con noi. Bentornata Lene!
Lene: Grazie.
P: Allora è ritornata finalmente dopo tre anni di silenzio dal suo precedente album che era “Playing My Game”. Lene, sei qui dopo tre anni di silenzio da “Playing My Game”. Cos’è successo tra i due album?
Lene: Sono rimasta molto sorpresa dal successo del primo. Doveva essere soltanto per il mercato norvegese. E poi improvvisamente sono successe altre cose. Così ho avuto bisogno di una pausa, perché sono successe un sacco di cose in un periodo di tempo davvero breve. Avevo semplicemente bisogno di sparire per un po’.
P: Ok. Allora, le ho chiesto siccome sono passati tre anni dal successo del primo album che era “Playing My Game”, un successo che evidentemente neanche lei forse si aspettava, tre anni appunto fino ad arrivare a questo nuovo disco, le ho chiesto che cosa le è successo in mezzo. Lei diceva: intanto non mi aspettavo appunto questo successo pazzesco per cui mi sono trovata un pochettino spiazzata e allora ho deciso di ritornarmene intanto a casa mia in Norvegia, me ne sono stata bella tranquilla e ho avuto così tempo per ragionare e per sparire per un po’ di tempo. Lene, “You Weren’t There” parla di un padre che ha lasciato i suoi figli, di quanto questi figli sentano la sua mancanza. Da dove proviene questa storia?
Lene: Bene (ride) (Sovrapposizione di parole della conduttrice e di Lene) Sai che non dico mai a nessuno di cosa parlano le mie liriche. Mi piace che la gente crei la propria storia sulla canzone. Quindi, se questa è la tua interpretazione, va bene. Ma per me una delle ragioni per cui non lo faccio mai, per nessuna delle mie liriche, è che voglio soltanto che la gente rifletta per conto proprio e crei una propria storia.
P: Oh, questo è molto creativo. Ok, ok. Allora, le ho chiesto di questo singolo, di questa canzone che si chiama appunto “You Weren’t There”, che noi stiamo ascoltando da un po’ di tempo, nella quale si parla - secondo quello che io ho capito - appunto di un padre che non c’è mai, che lascia spesso da soli i suoi figli, e quanto questi ragazzi, questi bambini in realtà abbiano bisogno di lui. E lei mi ha risposto - le ho chiesto da dove arrivava questa storia - e lei mi ha risposto che in realtà non è così, nel senso che quello che ama nello scrivere una canzone è proprio il fatto che ognuno, leggendola e ascoltandola, riesca a crearsi una storia, riesca a crearsi una propria situazione, che appunto questa storia, la musica e tutto l’insieme rappresenta. Quindi, insomma, è una cosa veramente molto carina. Lene, se ti chiedo di descrivere “Another Day” in poche parole, cosa diresti a proposito?
Lene: Oh, è sempre molto difficile. Ah, sai, non so, sono dieci canzoni, che ho scritto da me stessa come l’ultima volta. E’ una specie… sai, una delle canzoni è soltanto me e la chitarra e poi ci sono altre canzoni che durano sei minuti con archi e arrangiamenti. Perciò è una specie di mix di (parla con enfasi) dieci canzoni veramente carine, devo dire.
P: Ok. C’è una tua grande fan che dice che l’album precedente era abbastanza triste e che questo è molto più positivo. E’ vero?
Lene: (ride) Sì. Intendo per me è un album di cui sono molto felice, ne vado molto orgogliosa. Perciò, sì, forse, forse lo è. Però qualcuno ha detto il contrario: è addirittura più triste del precedente. Quindi è difficile da dire.
P: Ok, ok. Allora, intanto le ho chiesto se potesse descrivere con una parola, con pochissime parole, questo nuovo disco, che cosa potrebbe dire. Intanto lei dice: sono dieci canzoni tutte molto carine, ve lo posso garantire. Poi non c’è uno stile particolare, perchè c’è una canzone nella quale suona soltanto lei con la chitarra, altre invece che sono decisamente più orchestrate, ci sono diversi stili di musica e quindi è tutta una strana mistura. E poi le chiesto, siccome è arrivata una mail da Elisabetta di Arezzo, che è una grande fan di Lene Marlin, e voleva sapere se è vera la sua impressione che il disco precedente era molto più triste e questo era molto più positivo, invece lei dice che molti hanno detto esattamente il contrario, per cui ovviamente ognuno ancora una volta prende dalla musica quello che meglio crede, quello che soprattutto percepisce attraverso testi e musica. Allora, adesso ci ascoltiamo ancora una canzone. Questo è il nuovo singolo, Lene, va bene “Another Day”?
Lene: Va bene.

(Trasmettono “Another Day”)

P: Questa è Lene Marlin. Questa è “Another Day”, la nuova canzone, tra l’altro è quella che dà anche il titolo a tutto l’album nuovo di Lene che oggi è con noi in diretta su Radio Montecarlo. Lene, c’è una canzone nell’album intitolata “My Love”
Lene: Sì.
P: che sfortunatamente non abbiamo il tempo di ascoltare
Lene: (sorride)
P: Ma questa canzone descrive i paesaggi norvegesi. Quanto è importante la tua terra natia per la tua musica?
Lene: (ride) Bene, ancora una volta è la tua interpretazione. No, sai metà dell’album è stato registrato nello studio, a Londra, e quella è stata l’ultima canzone che ho scritto di quelle contenute nell’album. Quindi è una canzone abbastanza nuova. Ma, oltre a ciò, penso sia difficile da dire. Intendo, se fossi cresciuta da qualche altra parte, non so se, quanto ciò avrebbe influenzato la mia musica. Ma so che scrivo canzoni dovunque: in un aereo, in una macchina, non è un problema dove io mi trovi finché mi sento ispirata.
P: Allora, ancora una volta è stata una mia interpretazione quella di vedere in “My Love”, una canzone appunto che fa parte dell’album che purtroppo non abbiamo il tempo di ascoltare, di vedere appunto all’interno di questa canzone una specie di amore, una specie di tributo appunto alla sua Norvegia. E invece lei dice ancora una volta: le persone possono prendere quello che desiderano dalle sue canzoni. In realtà lei scrive canzoni ovunque: che sia su un aereo, che sia in uno studio, che sia in qualsiasi parte del mondo, non c’è problema, e quindi non sa se fosse nata da un’altra parte se avrebbe scritto un tipo di musica diversa, non riesce assolutamente a immaginarlo. Lene, il prossimo dicembre, l’11, vedrai la tua platea più grossa di sempre.
Lene: (ride) Sì.
P: Il concerto per il Nobel
Lene: Sì.
P: (con enfasi) 7.000 persone all’Oslo Spektrum.
Lene: Ah, sì.
P: Non è un po’ spaventoso e impressionante?
Lene: Sì, è molto spaventoso. Sto provando a non pensarci (sorride) Ah, no. Però è un grande onore farlo, perciò non vedo l’ora, assolutamente.
P: Allora, Lene il prossimo 11 dicembre, quindi la prossima settimana, canterà al concerto dell’assegnazione dei premi Nobel - scusate se è poco -. 7.000 persone lì, ma poi tra l’altro la serata verrà ovviamente registrata e sarà trasmessa a qualcosa come 500 milioni di persone.. case, non persone, di case, quindi davvero un sacco di gente la vedrà. Siamo piuttosto vicini a Natale. Trascorrerai le vacanze con la tua famiglia?
Lene: Penso di sì. Non è sicuro ancora, però l’ho fatto ogni anno, perciò credo che succederà anche quest’anno.
P: Avete un piatto speciale? In Italia abbiamo il Panettone, cosa avete in Norvegia?
Lene: Ah, abbiamo qualche (sorride) ne abbiamo molti. Non so come pronunciarli. E’ della roba norvegese con, bé, è difficile descriverlo.
P: Sì, e il Panettone è lo stesso, va bene?
Lene: (sorride) Sì.
P: Lene, allora intanto le ho chiesto se avrebbe passato poi le vacanze di Natale in Norvegia. Non lo sa ancora, però insomma spera di riuscire a farci comunque un salto. Ti ringraziamo davvero tanto per averci raggiunto quest’oggi.
Lene: Grazie a voi.
P: Ti auguriamo tutto quello di cui hai bisogno.
Lene: Molte grazie.
P: Grazie. Ciao ciao.
Lene: Ciao ciao.
P: Abbi cura.

Trascrizione e traduzione in italiano a cura dello staff di Lene.it

 
 


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