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15 Settembre 2003
Lene Marlin live alla Feltrinelli di Milano
Fonte : Rockol.it
Venerdì 19 settembre ore 18.30
LENE MARLIN DAL VIVO

Incontro con Lene Marlin in occasione dell’uscita di Another Day, il secondo album della cantautrice norvegese che ha debuttato con Playing my game. Dieci canzoni che scaturiscono dritte dal cuore di Lene, dove il tema dell’amore la fa da padrone, insieme alla toccante intimità nel suo condividere i pensieri e le sensazioni più profonde.

Lene Marlin è cresciuta, come artista e come donna, e il processo di maturazione si riflette splendidamente nel suo secondo album Another Day, raccolta di dieci canzoni affascinanti e intense.La giovane cantante-autrice norvegese s’impose a livello internazionale quattro anni fa con il suo lavoro d’esordio Playing My Game: un successo straordinario in termini d’immediatezza e di dimensioni. L’album, con vendite di 1,7 milioni di copie a livello mondiale, è stato certificato platino non soltanto in Norvegia ma anche in Italia, Gran Bretagna, Francia, Svezia, Danimarca e Taiwan, ottenenendo iI riconoscimento dell’oro in Giappone, Nuova Zelanda, Irlanda e Svizzera. Un’affermazione sbalorditiva per una ragazza di Tromsø, città situata parecchio a nord del Circolo Polare Artico: «Nessuno poteva aspettarsi che il primo disco vendesse così tanto», ricorda. «Andavo ancora a scuola quando venne registrato, e poi la mia vita è cambiata drasticamente».
Tra i cambiamenti più importanti, il trasferimento da Tromsø a Oslo e il duro impegno di un fitto programma di visite promozionali attraverso tutta l’Europa e buona parte del mondo. A un certo punto Lene scelse di allontanarsi dalla ribalta dei media: «Aver avuto successo con tale rapidità mi costrinse a una pausa, necessaria per riuscire ad assorbire quello che era accaduto», spiega. «Tutto si muoveva troppo velocemente e non riuscivo a riflettere su quanto stava succedendo, sul fatto di essere al centro dell’attenzione di stampa, radio e televisione. Viaggiare può sembrare una cosa magnifica ma alla fine ciò che vedevo erano soltanto stanze d’albergo, studi televisivi e aeroporti. Dovevo fermarmi e pensare».
Registrato a Londra, Another Day rappresenta il risultato delle sue riflessioni e della maturazione avvenuta in questo periodo. Come nel primo album, vi si trovano abbinate in ugual misura doti compositive di alta qualità e padronanza del linguaggio pop. Le canzoni in questo caso sono però sviluppate in maniera più completa e, per la prima volta, Lene ha lavorato con un gruppo per la registrazione dei suoi pezzi.
«La collaborazione con la band è risultata un’importante fonte d’ispirazione», dice Lene. «Scrivevo le canzoni nel locale sopra lo studio e sentivo da sotto i ragazzi che provavano stacchi strumentali e improvvisavano. Appena finito un brano, lo portavo giù e con loro imparavamo come suonarlo prima di passare alla vera e propria registrazione. Abbiamo lavorato seguendo un metodo molto naturale e sciolto».
Another Day tuttavia è anche un album che avrebbe potuto non vedere mai la luce: «Il motivo per cui mi sono imposta una pausa era la necessità di riuscire a capire se ero disposta ad affrontare di nuovo tutto quanto», ammette Lene. «L’attenzione dei media nei miei confronti non mi aveva reso felice e sono stata costretta a chiedermi se sarei stata in grado di gestire la situazione. Ho dovuto creare un certo distacco tra me stessa e quanto mi stava intorno, per poter ritrovare quella stessa emozione che provavo quando componevo le mie canzoni per puro piacere personale». Fortunatamente, durante il suo periodo di riflessione Lene ha scoperto che quelle gradevoli emozioni stavano riaffiorando per donarle rinnovato entusiasmo. «Sono tornata in quanto è rinata la mia passione. Non ho mai pensato a come scrivere una canzone perché venda, il mio atteggiamento non è mai stato quello. Se cominciassi a ragionare in termini di catena di produzione, so che non sarei capace di portare a termine il compito.»
Il nuovo album è stato realizzato a Londra con il produttore Mike Hedges (Cure, U2, Travis). «Era un continuo viaggiare avanti e indietro tra Inghilterra e Norvegia durante le registrazioni. Ma l’idea di tornare a Londra ogni volta mi stimolava perché lavorare sull’album si stava dimostrando un’esperienza assolutamente divertente», osserva Lene, prodiga di complimenti sia per il gruppo di strumentisti sia per il contributo di Hedges: «Quando l’ho incontrato per la prima volta si è subito creato un bel rapporto. Mi serviva qualcuno che mi aiutasse a far arrivare le canzoni dove volevo che andassero e Mike è stato in grado di assicurarmi questo risultato».
Tuttavia, è ancora Lene la principale responsabile di Another Day. Non fa per lei il concetto delle superpagate équipe di autori e produttori che costruiscono hit radiofonici verniciati con colori appariscenti. Sono le sue canzoni, e fanno vibrare l’ascoltatore a un livello intimo e profondo. «Amo la musica e l’amerò sempre», afferma Lene. «L’effettivo procedimento attraverso il quale nasce comunque resta un mistero, anche per me. Ritengo semplicemente di trarre ispirazione da tutto ciò che mi circonda. Le cose che si vedono, le cose che si leggono, le storie che la gente racconta, quello che mi è successo. Ma non dico mai a nessuno di cosa parlano le mie canzoni. Preferisco che le persone immaginino proprie interpretazioni e creino collegamenti personali con i testi.»
Another Day rappresenta un progresso di rilievo nella carriera in fondo appena iniziata di Lene, in termini sia di sound sia di evoluzione della sua abilità compositiva: «È molto differente da Playing My Game ma è uno sviluppo naturale, e sono sempre io. Continuo a scrivere i pezzi nello stesso modo, però ho qualche anno in più e quindi sono cambiate le prospettive. C’è stata una lunga interruzione e spesso ho pensato che il pubblico si fosse dimenticato di me. Ma sono molto orgogliosa del nuovo lavoro e sarà un’esperienza fantastica se alla gente piacerà».
Le reazioni iniziali nei confronti del nuovo repertorio hanno già indicato che proprio nessuno si è dimenticato di Lene Marlin, la quale si ripresenta con una raccolta di pezzi che si pone al vertice di quanto da lei realizzato finora. «Naturalmente sono un po’ spaventata ma ciò è salutare», riflette. «Gli anni trascorsi, che alla fine hanno condotto alla realizzazione di questo album, sono stati come un viaggio. Ora attendo con trepidazione che le mie nuove canzoni vengano ascoltate.»

 
 


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