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26 Settembre 2003
Lene Marlin, oggi è un altro giorno
Fonte : Virgilio
Una delle protagoniste del Festivalbar e dell'estate musicale si confida in esclusiva a Virgilio


"Tu non c'eri", canta proprio così l'ex-enfant prodige Lene Marlin nel suo ultimo singolo You weren't there, apripista di un disco, il riuscitissimo Another day che, nonostante la scaramanzia della norvegesina in questione, da qui a Natale farà sfracelli pure da noi. Per la ragione più semplice: perché è pop pulito e ogni tanto alle sedicenni del 2003 piace ancora sospirare di fronte alla finestra piuttosto che pomiciare il sabato sera, al bowling, ascoltando i Limp Bizkit. L'hanno fatto le loro sorelle maggiori innamorandosi di Playing my game, il debutto milionario di Lene, lo ripeteranno le più giovani. Comunque, per tornare al refrain di quella canzone, Lene c'era, c'era eccome, in casual-look (jeans e t-shirt nera), pronta a incrociare il mio sguardo e a raccontarmi le sue ansie, ma anche le sue acute convinzioni, da ventitreenne di successo. "Parliamo di musica - premette lei -, non di gossip…". Ok baby, siamo qui per questo.


» Inutile negare che sei un'artista molto precoce ma ti ricordi a che età hai scritto la tua prima canzone?

"La mia prima canzone? - Fa un broncetto dubbioso che farebbe cambiare idea anche al più convinto sostenitore della castità, NDR - Dunque, fammi riflettere... Dovevo avere all'incirca quattordici anni però ora non mi ricordo più nè le parole nè di cosa trattava! Ma se l'ho composta doveva per forza essere una buona canzone..."


» E l'hai mai incisa?

"Non credo. Ma se anche avessi deciso di farlo, avrei adoperato lo stesso metodo che uso tutt'ora, ovvero un registratore collegato alla mia chitarra acustica. Un procedimento molto back to the basics..."


» Cantavi in norvegese allora?

"No, me la cavavo già con l'inglese... Non so perchè ma mi sono sempre trovata a mio agio con la lingua dei Beatles."


» "Another day" è un eccellente cd di pop malinconico: avevi in mente qualche artista di riferimento quando lo hai registrato?

"A dire il vero mi importava di più trovare il produttore giusto; un compagno di lavoro che non arrivasse a snaturare le mie composizioni... So di artisti che chiedono al producer di fiducia di potenziare al massimo la loro musica: renderla più commerciale insomma. Io non sono fatta così e devo dir grazie a Mike (Hedges, già al lavoro con Cure e U2, NDR) di aver capito esattamente cosa desiderassi."


» Spaventata dal nuovo tour de force promozionale che ti troverai ad affrontare nei prossimi mesi? Ai tempi di "Playing my game" e del boom di "Unforgivable sinner" non la prendesti molto bene...

"Quell'album mi esplose letteralmente tra le mani! Non pensavo che avrebbe avuto un successo simile (circa 2 milioni di copie smerciate in tutto il mondo, NDR): ero arrivata ad un punto che non potevo neppure più sedermi e riflettere... Comunque credo che questa volta le cose andranno diversamente."


» Cosa te lo fa supporre?

"Beh, innanzitutto amministrerò meglio le forze: ogni due o tre giorni di lavoro forzato - sorride, NDR - farò pausa e me ne tornerò dalle mie parti. E, a dircela tutta, non credo che Another day avrà lo stesso impatto di Playing my game: quello era l'album giusto al momento giusto mentre ora i tempi sono cambiati e forse certi fans, nel frattempo, si saranno stufati di aspettare Lene Marlin…"


» Mah, intanto "You weren't there" è ai primi posti nella classifica dei singoli più venduti in Italia… A proposito, cosa hai provato la prima volta che ti sei sentita risuonare quella melodia in testa?

"Ero felice, ma questo mi capita ogni volta che compongo qualcosa di convincente. Sai, mi basta che una canzone esprima quel che sento in quel determinato momento per capire che è finita e non ha bisogno d'altro... E la stessa cosa succede anche con i singoli di successo: avvengono e basta. Sono emozioni che non si possono scrivere a comando."


» Che ne pensi dei Fleetwood Mac e del loro pop senza tempo? Credo che Stevie Nicks sarebbe orgogliosa di cantare una gemma come "My love" presente su "Another day"...

"Detto così suona fantastico ma purtroppo conosco poco o nulla dei Fleetwood Mac: hai qualche loro disco da consigliarmi?"


» Beh, comincia da "Tusk", il loro effettivo capolavoro.

"Ok, me lo procurerò. Sai, non è che abbia sentito granchè ultimamente a parte gli U2 che restano i miei idoli di sempre: ma d'altronde ce ne sono pochi di gruppi in grado di scrivere One o With or without you…"


» Cambiamo discorso: nelle foto promozionali che ti ha fatto Anton Corbjin (il "godfather" degli scatti-rock, NDR) sembri diventata una donna a tutti gli effetti. Ed in effetti osservandoti da vicino…

Ride: "Beh, ho ventitre anni: ormai sono vecchia anch'io! (Se la sentisse Madonna, NDR…) Mi sembrano passati secoli da quando ho esordito ma, nonostante abbia conosciuto anche momenti brutti negli ultimi quattro anni, questa è ancora l'età giusta per permettermi di sognare…"


» Lene Marlin, in mezzo a tutte le sue deliziose ballate, scriverà mai una canzone rock?

"Forse... Perché vedi, nei ritagli di tempo, sto già pensando al mio terzo album. Che sarà un naturale proseguimento di questo e magari conterrà anche qualche parentesi più rock…"


» Fino a qualche tempo fa uno pensava alla Norvegia come alla patria di quelle incazzatissime band black-metal, tutte odio e invocazioni al Maligno; poi nel giro di qualche anno siete arrivati tu, i Kings Of Convenience e i Royskopp a spiegarci che pure da quelle parti esiste la dolcezza…

"Si, fortunatamente non siamo solo una nazione di satanisti… A parte gli scherzi, considero la scena musicale norvegese eccitante come non mai: in giro ci sono un sacco di talenti come Magnet (ovvero Even Johnansen, un cantautore indie-pop autore dell'interessante "Quiet & still", NDR) e si respira ovunque una vitalità pazzesca."


» I tuoi connazionali Motorpsycho li hai mai incontrati?

"No, perchè io abito a Tromso che è nell'estremo nord mentre loro vengono da Trondheim che è esattamente al centro della Norvegia, sulla costa: so che sono un ottima band psichedelica però…"


» Suonerai a breve in Italia?

"Lo spero tanto. Adesso i miei programmi promozionali cambiano di settimana in settimana e non posso pianificare nulla, ma mi piacerebbe prima o poi esibirmi in un vostro club: anche per poter privilegiare la mia dimensione acustica."


» Ultima domanda: da ragazzina eri anche tu una fan delle glorie nazionali A-Ha?

Si illumina come un' alba sui fiordi: "Vuoi scherzare? A sei anni andavo letteralmente fuori di testa per gli A-Ha"


» E chi era il tuo A-Ha preferito?

"A sei anni?!? Ero piccola, i ragazzi non mi interessavano ancora... Però le canzoni, quelle si che mi piacevano di brutto e le cantavo tutte a sguarciagola... La mia preferita? Take on me, che domande!"

Ah, la Norvegia: dovrei farci un salto una volta o l'altra. Un altro giorno, magari.



S. Sacco


 
 


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